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mercoledì, ottobre 29, 2003 LA SENTENZA Avrei preferito non affrontare il caso della sentenza del giudice Mario Montanaro. La sentenza con la quale - su richiesta di Adel Smith - si obbliga la comunità di Ofena in provincia di L'Aquila, alla rimozione del Crocifisso nella Scuola Statale del piccolo paese abruzzese. Avevo deciso di non entrare nel merito e non lo faro'. Se il problema fosse stato posto da esponenti del mondo della cultura laica ed affrontato con una lettura a sostegno delle ragioni della laicità dello Stato, avremmo potuto elaborare una analisi, o tentare di farlo. Questo non e'. La questione viene posta dal Sig. Smith, presidente della Unione dei musulmani d'Italia. L'Unione -da Smith rappresentata - e' una non significatica rappresentanza dei musulmani presenti nel nostro Paese. Lo stesso Smith e' stato piu' volte criticato dalla stessa comunità musulmana per le sue iniziative e provocazioni. Non desidero parlare di Smith, non lo merita. La sentenza del giudice Montanaro concede autorevolezza a questo signore nella discussione sulla laicità dello Stato, questo e' paradossale. Ritengo doveroso ricordare che la tolleranza, la laicità, il rispetto per le differenti religioni e minoranze non puo' transitare attraverso il depauperamento della nostra identità e la successiva cancellazione della nostra cultura e della nostra tradizione. Tratto dalla Proposta di legge n. 2749- XIV Legislatura- 15 maggio 2002 Le recenti, ripetute polemiche relative alla presenza del Crocifisso nella aule scolastiche, documentate dalla stampa e dai mezzi di comunicazione nazionali, hanno profondamente ferito il significato non solo religioso, ma anche e soprattutto di «simbolo della civiltà e della cultura cristiana, nella sua radice storica, come valore universale, indipendentemente da una specifica confessione religiosa» del Crocifisso, così come ha autorevolmente sostenuto il Consiglio di Stato, nel parere n. 63, espresso in data 27 aprile 1988. «La Costituzione repubblicana», continua il Consiglio di Stato, «pur assicurando pari libertà a tutte le confessioni religiose, non prescrive alcun divieto all'esposizione nei pubblici uffici di un simbolo che, come quello del Crocifisso, per i princìpi che evoca, fa parte del patrimonio storico». Il parere del Consiglio di Stato, che ha avuto come oggetto le norme del regio decreto 30 aprile 1924, n. 965, e del regio decreto 26 aprile 1928, n. 1297, afferma che le suddette disposizioni, relative all'esposizione del Crocifisso nelle scuole, non sono state modificate per effetto della revisione dei Patti Lateranensi. Nel nuovo assetto normativo in materia, derivante dall'accordo, con protocollo addizionale, intervenuto tra la Repubblica italiana e la Santa Sede, con il quale sono state apportate modificazioni al Concordato lateranense dell'11 febbraio 1929, nulla viene stabilito relativamente all'esposizione del Crocifisso. Non si ritiene che l'immagine del Crocifisso nelle aule scolastiche, o più in generale negli uffici pubblici, nelle aule dei tribunali e negli altri luoghi nei quali il Crocifisso o la Croce si trovano ad essere esposti, possa costituire motivo di costrizione della libertà individuale a manifestare le proprie convinzioni in materia religiosa. scritto da maurocherubino domenica, ottobre 26, 2003
VIRGILIO E IL MEGAFONO... Appare oggi in prima - home page- sul portale di Virgilio una nuova iniziativa : Vuoi dire la tua? Confronta le tue opinioni. La foto del ragazzo con il megafono e' utilizzata nello spazio dedicato all'iniziativa di Virgilio. Un Megafono, un confronto di opinioni...Sarò megalomane - anzi sicuramente lo sono - ma che fate, copiate? scritto da maurocherubino sabato, ottobre 25, 2003
OSCURATO GATTO NERO Ieri, giornata di successo per lo Sciopero Generale. Oltre un milione e mezzo di italiani sono scesi in piazza, per manifestare il loro dissenso alla politica del governo in materia di pensioni e legge finanziaria. Il dato, riferito alla globalità dei lavoratori che hanno aderito alla mobilitazione, parla di una adesione di oltre dieci milioni. Possiamo parlare di una netta sfiducia, sancita dal mondo del lavoro, alla politica di questo governo. Ma vi è qualcosa che mi interessa maggiormente, perchè ci conduce oltre. Mai vi era stato uno Sciopero Generale così unitario. Ieri ha aderito alla mobilitazione anche Gatto Nero. Il Sindacato riconducibile per schieramento politico ad Allenza Nazionale: L' UGL. La maggioranza dei media ha riferito di sciopero di Cgil-Cisl-Uil, "dimenticando" la significativa -politicamente- adesione della Unione Generale del Lavoro, ex Cisnal. Gatto nero e' stato oscurato, ma questo governo non piace proprio a nessuno. Gli elettori di Alleanza Nazionale non hanno alcuna voglia di divenire dei democratici cristiani, non abiurano le loro radici. All'interno del Partito si tollerano sempre meno le scelte politiche di Gianfranco Fini e la politica di questo governo. Nel giorno dello Sciopero Generale , Gatto Nero si mobilita contro la politica di Berlusconi. Staremo a vedere. Per ora ... bravo Gatto Nero. "Il barbiere della sera " ha pubblicato questo mio intervento - 25/10/2003 Desk Politico scritto da maurocherubino sabato, ottobre 25, 2003 IL MEGAFONO A... Questa settimana ho ricevuto diverse segnalazioni. La voglia di urlare nel megafono riguardava prevalentemente lo sciopero generale di venerdi e la posizione presa dal vice-presidente del consiglio Fini sulla questione del voto agli immigrati. La mia decisione, invece , e' di pubblicare una e-mail inviatami dal mio carissimo amico Francesco. Una e-mail che in questi giorni gira sulla rete e dimostra che oggi si "resiste", ci si ribella. La e-mail riguarda un argomento da me trattato precedentemente sul Blog: La lettera che Silvio Berlusconi, presto , invierà agli italiani. Attendiamo con trepidazione. RESTITUITA AL MITTENTE Nei prossimi giorni le famiglie italiane riceveranno la lettera
firmata dal Presidente del Consiglio Berlusconi in cui il premier spiegherà le ragioni, i particolari e tutto ciò che riguarda la finanziaria appena varata e la riforma delle pensioni. Oltre 18 milioni di capi famiglia riceveranno la lettera per una spesa che supererà i 7 milioni di euro,a carico del ministero del Tesoro e quindi di tutti i contribuenti. Chiaramente le ragioni della spedizione di questa lettera sono ben altre di quelle ufficiali in vista delle mobilitazioni dei lavoratoti del 24 ottobre e delle elezioni europee e amministrative della prossima primavera e visti i sondaggi che indicano un calo notevole delle preferenze accordate a questo governo, il premier intende continuare nella sua operazione tutta politica e mediatica iniziata con il vergognoso comunicato a reti unificate della scorsa settimana. Insomma è l'ennesimo scempio che questo governo si accinge a fare. Quello che invitiamo a fare e respingere al mittente la lettera che riceverete, nel momento in cui il postino ve la consegna o portandola successivamente all'ufficio postale. Un'iniziativa civile per esprimere il nostro dissenso. scritto da maurocherubino venerdì, ottobre 24, 2003
i nostri diritti vengono da lontano venerdi 24 ottobre sciopero.generale scritto da maurocherubino martedì, ottobre 21, 2003
MARTEDI 11 NOVEMBRE ORE 21.00 RAI TRE TORNA BALLARO'
scritto da maurocherubino lunedì, ottobre 20, 2003 Intervista a Michele Santoro - da L'Unità del 20 ottobre - Non mi avranno
Allora Santoro, che si fa? Il movimento operaio insegna. Nei momenti in cui sembrava più difficile costruire delle risposte ha inventato tante cose. Credo che oggi si debba far vivere un pensiero diverso fuori dalla cappa dell’omologazione e dalla tv marmellata e c’è una parte importante del paese che determina una tale spinta. Dovunque vado trovo tantissima gente che vuole partecipare. Sente il bisogno di avere voci diverse. Ecco perché si dovrebbe lanciare una sfida a Berlusconi perché nasca una piccola voce indipendente. Potrebbe anche avere un effetto benefico sul sistema, dare coraggio a tutti quelli che lavorano onestamente sia all’interno della Rai, sia all’interno di Mediaset. Lavori in corso quindi... Ci sono tanti gruppi che oggi in Italia si pongono questo problema. Il mio desiderio sarebbe quello di metterli insieme, coagularli perché non nascano solo piccole cose. Deve essere una iniziativa dignitosamente piccola, che non sia velleitaria sul piano industriale, in grado di stare in piedi con le proprie forze. Però la parola d’ordine è normalizzare la tv. La difficoltà della situazione sta nel fatto che la nostra vicenda ha assunto un grande valore simbolico per milioni di persone. Quindi la soluzione per sbrogliare la matassa diventa complicata per un governo che non concepisce assolutamente spazi per un pensiero diverso. Ma Berlusconi si considera un campione della libertà e del liberismo, anche nel campo televisivo. Non c’è nessuna persona più distante di lui dal libero mercato e dal liberalismo. La visione che ha è molto primitiva, viene prima delle regole. Ha una posizione di forza e costringe gli altri a subirla. Riprendiamo il filo dalla Bulgaria... È importante perché Berlusconi, abilissimo nell’utilizzo dei mezzi della comunicazione (bisogna riconoscerglielo) procede per campagne. Pochi hanno valutato il fatto che indicare Santoro, Biagi e Luttazzi serviva a creare un nemico funzionale ad un’operazione sui mezzi di comunicazione. Se metti a tacere una persona dell’importanza di Biagi, baricentro intorno al quale gira il sistema informativo italiano, non solo hai lanciato un’intimidazione all’intera categoria dei giornalisti, ma hai dato un giro di vite per un ulteriore controllo sui media. Se i giornalisti Rai vedono che giornalisti famosi, ben pagati, vengono trattati in questa maniera, chi lavora in una redazione che non può neanche difendersi con la fama cosa deve fare? Una persona onesta cercherà di fare nel modo migliore il suo lavoro, però intanto una stretta è passata. Queste campagne lasciano il segno. Inoltre l’episodio della Bulgaria mi ha fatto venire in mente il giuramento di fedeltà richiesto dal fascismo ai docenti delle università italiane. Ieri «Sciuscià», oggi Ferrara contro Colombo, Tabucchi e l’Unità. Aggredire, insomma, non guasta. Ferrara, diciamo, è un geniale «picchiatore» e il mito di presentarsi come esponente della cultura liberale fa ridere. È una persona che concepisce la sua libertà, ma non quella degli altri. Lo hai definito stalinista. Beh, c’è qualche riflesso del genere nel suo modo di pensare. Hanno la pretesa di ordinare il mondo, di farlo girare intorno ad un sole che per lui, comunque, è Berlusconi, suo punto di riferimento privilegiato. La polemica contro Tabucchi è allucinante, ma lo è altrettanto la sua confessione di essere stato agente dei servizi segreti americani. Tutti l’hanno vista come una boutade. In qualunque altro paese l’ordine dei giornalisti avrebbe reagito. Se era vera la notizia non avrebbe più potuto fare il giornalista, se era falsa allora era tutta una barzelletta. Quando parli con la gente di quanto ti è accaduto sembri deluso anche dalla reazione del centrosinistra. Piuttosto, anche se da un anno a questa parte il centrosinistra ha recuperato su alcuni terreni, penso che non abbia, sino in fondo, scelto di praticare la strada della libertà. C’è sempre una visione della politica che deve dirigere tutto. Credo invece che debba avere un ruolo di guida nei processi che possono ben ordinare una società. Quando incontri la gente chiedi sempre se «Sciuscià» gli manca. È vero. E la risposta che ricevo è sempre: sì. Per un pezzo di opinione pubblica Sciuscià era il tramite per esistere. Ricordiamo che l’opinione pubblica esiste in quanto esistono i giornali. Ricordate la polemica sugli eccessi dei programmi come il mio? Sono andato a rileggermi cosa diceva in materia Camillo Benso conte di Cavour, tanto per citare un noto «comunista». Se la stampa commette degli eccessi, diceva, nel momento in cui questi sono in contrasto con l’esperienza concreta di chi vive la realtà in una maniera differente, è ovvio che questi eccessi si rivolgeranno contro il giornalista che li compie. Però pochi ricordano che abbiamo concluso la famosa «campagna criminosa» di cui in Bulgaria con una trasmissione con Rutelli. Berlusconi volle farne una speculare su Canale 5 da Costanzo. Sciuscià ebbe 7 milioni di spettatori contro 3. Parlo di una trasmissione che dalla sua autorevolezza traeva la sua forza: per questo è stata chiusa, perché era credibile, non perché era uno strumento da agit prop. La legge Gasparri , nonostante gli scivoloni, dovrebbe andare a regime. Una legge peggiore di questa era difficile immaginarla: porterà la Rai ad indebolirsi sul piano strategico, facendole carico dell’investimento per l’introduzione del digitale terrestre in Italia e condizionandola pesantemente sul piano delle risorse. Inoltre c’è un eccesso di offerta di tv generalista in Italia che, così, diventa di pessima qualità. È grave, infine, che si continuino a vendere le frequenze, un patrimonio pubblico, come se appartenessero ai network. Ci vorrebbe un’autorità terza veramente indipendente che ti dà la frequenza in funzione del fatto che devi realizzare un certo progetto tv. Se non sei più in grado di andare avanti la restituisci all’authority che, a sua volta la ridistribuisce. Oggi, quelle di Telepiù, Murdock le rivende a Berlusconi come se fossero sue. È allucinante. scritto da maurocherubino lunedì, ottobre 20, 2003 FACCE DI BRONZO... La politica, quando politica era, aveva movimenti politici con un presente, ma sopratutto con un passato. Con una storia. La Democrazia Cristiana quando guardava alla Storia del suo partito ritrovava le parole, gli scritti di Alcide De Gasperi, Giuseppe Dossetti, Don Luigi Sturzo. La grande storia del Partito Popolare. I comunisti italiani, Antonio Gramsci,Amedeo Bordiga, Palmiro Togliatti. La storia del Socialismo trovava riferimenti in Filippo Turati, Antonio Labriola,Anna Kuliscioff, la citta' di Genova che vide nell' agosto del 1892 la sua costituzione. I Liberali, dall'ottocento con le figure di D'Azeglio, Durando. La disputa tra Cavouriani e Valeriani. La citta' di Bologna vide nell'ottobre del 1922 il primo congresso del Partito Liberale. Per arrivare ai giorni "nostri", con le figure di Croce, Einaudi, Malagodi, Bozzi. I repubblicani da Mazzini, Saffi a Pacciardi, La Malfa, Valiani. Il Movimento Sociale Italiano. Di Michelini ed Almirante. Da San Sepolcro alla Repubblica Sociale. Dalla figura di Mussolini all'eretico Nicola Bombacci. Il Comunista in Camicia Nera, come ricorda Arrigo Petacco. Insomma ogni movimento politico aveva una storia. Una storia della quale andare orgogliosi. Una storia da difendere con fierezza. Oggi? Oggi assistiamo a fenomeni assai curiosi. Vi sono coloro che sono alla ricerca di una storia. Essendone privi. Coloro che abiurano per avere legittimazione politica. Coloro che strappano dalle pagine della storia, la storia altrui. E così...sentiamo pronunciare un discorso al Sig. Berlusconi, nel quale lo scopriamo essere erede di Alcide De Gasperi. Anzi, nel quarantennale della morte del grande Statista le parole pronunciate da Silvio Berlusconi vanno oltre..."Forza italia si ispirò ad Alcide De Gaspari per preservare la vita liberale e l'ordine democratico, quando nel 1994 l'Italia si trovò davanti al caos ed alla crisi della democrazia" Senza parole. Ma perchè attaccare sempre e solo il Cavaliere? Fini abiura tutto e tutti pur di avere legittimazione politica. Ma su questa strada, chi ha veramente superato il limite della decenza è altri. Sapevate, che a Maglie, nel Salento - citta' dove nel 1916 nacque Aldo Moro - durante il governo D'Alema e' stata eretta una statua in memoria dello statista democristiano? Dalla tasca di Moro spunta un giornale: L'Unità. Una statua di bronzo...come le loro facce. scritto da maurocherubino domenica, ottobre 19, 2003
STRISCIA LA...MENZOGNA La puntata di Striscia - nella quale la redazione - attraverso il suo inviato Valerio Staffelli ha deciso di consegnare il Tapiro d'Oro al Governatore della Banca d'Italia è stata una rivelazione. Una rivelazione per quanti, spero ancora pochi, non avessero ancora compreso il ruolo di Striscia. Abbiamo assistito in molti a quello che ho trovato, un volgare artefatto della realtà. Il filmato andato in onda, se guardato con attenzione e con " immunità al plagio " , mostra il Governatore della Banca d'Italia tranquillo, sereno e molto garbato. Fazio e' rimasto nel suo silenzio e nel suo tollerare educatamente la presenza del Sig. Staffelli. Il Governatore è attorniato dalle guardie della scorta e da alcuni suoi collaboratori. Nulla accade. Nulla. In prossimità del portone d'ingresso agli uffici del VEC (Vigilanza Enti Creditizi), un commesso evita, bloccandolo con un braccio , che Staffelli entri all'interno del palazzo. -Nella foto- E' qui che l'inviato di Striscia si getta due volte a terra. Poi...l'inseguimento. Il tentativo di "buttare fuori strada" Staffelli... (???) - Le parole del Governatore di Bankitalia sono chiare, è vero: " dategli un po' di botte..." Una frase sulla quale la redazione di Striscia ha costruito il servizio. Fazio ha pronunciato quelle parole, è stato ingenuo e ha sbagliato. Ma vi consiglio di guardare il filmato, di ascoltare con quale forma, con quale tono sono state pronunciate. Non e' stato un ordine. Ma un...dategli un po' di botte... cosi' se ne va...- Il Governatore ritengo volesse anche ironizzare sul fatto che Staffelli prende botte ovunque...Difficile comprendere vero? Guardate il video. Guardatelo con e senza sonoro. Il servizio ha avuto un traino importante. Quello del Tg5 e del suo direttore, Enrico Mentana. Il direttore del TG5, esprimeva il suo "stupore" per il grave comportamento tenuto dal Governatore della Banca d'Italia. Ma guarda...guarda - Il Governatore di Bankitalia ha espresso molte riserve sull' operato di Giulio Tremonti e dell'attuale governo ed è recentemente arrivata la bocciatura alla Finanziaria. La tensione inoltre si alza notevolmente, sull' Affaire dei Cirio Bond. Antonio Fazio non ha partecipato alla riunione del Cicr in quanto - come dal Governatore stesso dichiarato - le ispezioni della Consob e di BanKitalia negli Istituti di Credito coinvolti sono ancora in corso ed anche le indagini delle Procure di Roma, Milano e Monza. La situazione è complessivamente delicata. Il ministro Tremonti - sembra - abbia minacciato le sue dimissioni. A gettar benzina sul fuoco arrivano "gli amici" di Striscia...-Per dirla con il Senatore Andreotti : " A pensar male si fa peccato, ma si indovina quasi sempre..."
scritto da maurocherubino domenica, ottobre 19, 2003 IL MEGAFONO A...EMANUELE MACALUSO Filippo di Roma, mi invia questo "pensiero" pubblicato da "Il Riformista" a firma Emanuele Macaluso. Una interessante riflessione su uno scontro tra "Lobby"...Ringrazio Filippo, anche perchè questa settimana per me e' stata una settimana anomala. Una settimana nella quale non ho avuto tempo per me. Di conseguenza non avevo avuto modo di leggere, come sempre faccio, le intelligenti provocazioni che da Il Riformista ci propone Em.Ma. L'Unità smaschera la lobby di Repubblica
La polemica di Giuliano Ferrara, che indica, con parole linguisticamente discutibili, come «mandanti linguistici» di un immaginario atto terroristico nei suoi confronti Antonio Tabucchi e Furio Colombo, e le risposte, linguisticamente più che discutibili, dei due, hanno provocato indignazione tra i lettori dell'Unità. La quale ha pubblicato lettere di fuoco non solo contro Ferrara, ma contro Aldo Grasso, che sul Corriere avrebbe difeso l'elefantino, e soprattutto nei confronti di Francesco Merlo, che quella difesa l'argomentava su Repubblica. Un autentico tradimento. Fra tante lettere c'è quella del prof. Massimo Roccella, collaboratore dell'Unità, il quale riferendosi proprio al giornale fondato da Eugenio Scalfari nota: «Credevamo sino a ieri che gli attacchi all'Unità potessero provenire solo dalla destra. Evidentemente non è così: evidentemente non può bastare "Il Riformista" alle lobby, economiche e politiche, che puntano a un ricambio di governo, con un centrosinistra che faccia sostanzialmente le stesse cose della destra». Finalmente la lobby di Repubblica, grazie alle provocazioni di Ferrara, è stata smascherata sull'Unità: Berlusconi o De Benedetti per me pari son.
Tratto da "Il Riformista"- Rubrica di Em.Ma.)
scritto da maurocherubino domenica, ottobre 19, 2003 LAVORI IN CORSO Una settimana di assenza. I lavori in corso, presso la mia abitazione, mi hanno tenuto lontano dal mio blog. Libri, giornali, carte, appunti. Tutto accatastato a terra. La confusione totale in casa. Pennelli, vernice, fili elettrici. Una confusione, un disagio che non consente di lasciarsi andare, con serenità, ad un viaggio nello scrivere. Solo oggi è tornata la calma, il silenzio, il possesso della tranquillità rubata. Eccomi qui. Ho letto la posta. L'iniziativa del MEGAFONO, ha suscitato un discreto interesse. Con un giorno di ritardo pubblichiamo il contributo, la segnalazione, che in me ha destato maggiore interesse. Il viaggio continua.
scritto da maurocherubino domenica, ottobre 12, 2003 MEGAFONO Ho deciso di inserire una rubrica nel mio Blog: Megafono. Ogni sabato, da queste pagine sara' pubblicato un contributo di altri blogger. Il laboratorio di confronto, di politica ed attualità, deve avere contributi concreti, che vadano oltre la possibilità del "commento", che limita il nostro "confrontarci". Attendo la vostra collaborazione all'indirizzo e-mail ma.cherubino@aliceposta.it . Ogni Sabato passeremo il megafono ad uno di noi. Inizieremo la prossima settimana, il Megafono a... scritto da maurocherubino sabato, ottobre 11, 2003
IL SILENZIO DI ROCCO Stiamo assistendo ad una partita giocata sul tavolo verde. La tensione e' alta, le strategie dei singoli giocatori debbono essere comprese in una logica di lungo periodo. Durera' a lungo, creando nuovi assetti. I giocatori sono cogniti. Le loro strategie forse meno. Sul tavolo verde, si creano alleanze e si disfano. Solo alcuni portano a casa il bottino. C'e' sempre qualcuno che crede di essere un abile giocatore, quasi sempre torna a casa con le tasche vuote. E' una partita alla quale assistiamo da tempo, che forse volge al termine. Il colpo di scena, sul tavolo verde, e' sempre qualcosa che eccita lo spettatore. Meno il giocatore. Durante la partita che seguivamo da spettatori, mossa dopo mossa, c'e' stato il colpo di scena. Lo e' per noi. Non per qualcuno che a quel tavolo siede. Uno dei giocatori ha "sparigliato". La partita di cui sopra non ha raffinati giocatori . Non tutti almeno. Perche' lo ha fatto? Quale la sua strategia? Stategia singola? Il "tavolo", che vedeva equilibri gia' precari, rischia di essere testimone dell'abbandono della partita. In attesa di nuovi giocatori, forse. Intanto tra i nostri protagonisti sale la tensione. Qualcuno tenta di ricucire quel soldalizio che consentiva quell'appuntamento ludico. Qualcuno accusa di follia chi ha deciso di calare la carta del contrasto. Il padrone di casa non accetta litigiosità tra i suoi ospiti. A volte dimenticano... Qualcuno ricorda con risentimento trattamenti di favore. (forse a qualcuno sono stati cassati debiti di gioco?) Un sodalizio, tenuto insieme dalla passione per il gioco, rischia di venire meno per una carta gettata sul tavolo verde. Una carta che ha "sparigliato" gli equilibri. Una carta "pazzarella" che "pazzarella" non è.Tutti pongono condizioni alla prosecuzione del gioco, tutti divengono irritabili. Tutti. Non lui. Non una parola, non un segnale. Osserva in silenzio il tavolo da gioco ed i giocatori. Forse lui conosce i "perche'" di quella carta "pazzarella". Nel silenzio di quel giocatore, forse, comprenderemo la strategia, la composizione dei futuri equilibri. Un giocatore silenzioso. Un abile tessitore di tele. scritto da maurocherubino venerdì, ottobre 10, 2003
C’era una volta Radio Alternativa… La voce roca ed inconfondibile, quella di Teodoro Buontempo, attraversava l’etere. “Radio Alternativa, 95.700 della modulazione di frequenza…” Una voce libera, alternativa. L’unica via di fuga di quelle idee verso l’esterno. Quelle idee, intrappolate all’interno della torre d’avorio, insieme ai cavalieri che fieramente le difendevano. Ci vollero anni affinchè quegli uomini compresero il valore del dialogo, del confrontarsi con l'esterno. Lui no. Comprese allora. Comprese che non era sufficiente essere tra la gente, con la gente. Essere nel problema, per la risoluzione del problema. Comprese che per rendere concreto quel lavoro necessitava il dialogo. Il dialogo con la società che è fatta di differenze. Teodoro Buontempo era un uomo “on the road”. Un uomo concreto. Un intuitivo animale politico. Conosceva l'essenza della politica. Conosceva le sue regole, aveva individuato la strada. La sua politica era passione. Uno dei suoi primi slogans elettorali dava il senso di questa concretezza: Punto e Basta! Radio Alternativa era una radio. Un laboratorio di idee. Una casa comune, ove una generazione di ragazzi sono cresciuti. Buontempo, di figli ne aveva molti. Lui e sua moglie Marina adottarono presto quella comunità umana, che intorno a lui ed al loro progetto si muoveva. Quella Radio, curata con passione e la volontaria militanza di quei giovani fecero parte per anni della vita di Teodoro Buontempo. Molti di quei giovani , ora sono divenuti la classe dirigente del Paese. Il ministro delle politiche agricole, Gianni Alemanno fu per anni al suo fianco. L’attuale vice- presidente del consiglio dei ministri, Gianfranco Fini, deve a Buontempo la sua storia. Molti in quell'ambiente debbono molto a quel piccolo grande uomo. Buontempo si adoperò con grande lungimiranza negli anni della svolta. Aveva compreso, vivendola con responsabilità, la problematica del contenimento. Le frange "estreme", se avessero tradotto la "svolta" come un tradimento sarebbero state un fenomeno di difficile gestione. Lo fece con altissimo senso di responsabilità, sezione per sezione. Strada per strada. Comprendendo la complessità del problema. Ricordando gli anni bui delle barricate. Anni nei quali molti giovani trovarono la morte in una guerra non loro. Una guerra nella quale furono solamente strumento. Da allora sono passati molti anni. Molte cose sono cambiate . Ho l’impressione che qualcuno inizi a rimpiangere quei giorni, dove quella comunità non aveva potere ma era una comunità. Una comunità emarginata, ma libera. Radio Alternativa, Via Sommacampagna… una pagina ormai in bianco e nero che a confronto dei giorni attuali, dipinti di Azzurro, risplende di passioni. Alleanza Nazionale e' divenuta forza di governo, ma ha indebolito le proprie radici. Da osservatore, comprendo che il desiderio di confluire nel Partito Popolare Europeo, da parte di settori di A.N., vedra' delle resistenze che condurranno ad uno scontro duro ed inevitabile. Alleanza Nazionale e' in un momento topico della sua storia politica. La base del partito e' intollerante nei confronti della Lega Nord. Diciamo anche, che l'alleato Berlusconi viene vissuto con imbarazzo da vari settori di A.N. Gianfranco Fini mostra insofferenza, quasi che la comunità politica della quale e' il Leader gli sia da intralcio nei suoi personali progetti.Teodoro Buontempo sarà, a mio vedere, ancora una volta un abile tessitore di accordi. Un ragno che lavorera' nel silenzio e nell'ombra. Un politico di razza, -sconosciuto ai più -....altro che 'er pecora. scritto da maurocherubino venerdì, ottobre 10, 2003
Comunicato di "Lettera 22": Oggi Virgilio, inserisce in prima - nella sua home page - la Guerra del gas in Bolivia. Altri media si occupano del problema. Il nostro Puskas lo aveva fatto dalle pagine di Clorofilla, nei giorni scorsi. Leggete il suo articolo: E' guerra civile, scoppiata con il gas. Per seguire l'evoluzione degli eventi in Bolivia. www.misna.org scritto da maurocherubino venerdì, ottobre 10, 2003
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