Il blog del mio amico Dasar - DailyPix by dasar - e' costretto a chiudere. Una arbitraria decisione di Supereva elimina la sua arte dalla rete.
Cari amici,
questo Blog è costretto a chiudere poiché Supereva ha deciso di cancellare i miei files da Superdrive senza avvertirmi e adducendo, dopo molte sollecitazioni, motivazioni incomprensibili e ambigue.
Per gli utenti di Splinder che utilizzano i servizi di Supereva riporto di seguito la mia lettera al Garante della Privacy affinchè si regolino di conseguenza.
Ho tentato inutilmente di mettermi in contatto con Supereva ma non ho mai ricevuto risposta finché il 12 gennaio non ho contattato il servizio marketing della società Dada che gestisce Supereva.
In sostanza, da tempo usavo (come tanti) il servizio di deposito di materiali in internet denominato "Superdrive" di Supereva per pubblicare i miei disegni su http://dailypix.splinder.it .
Supereva ha deciso prima di Natale, unilateralmente e senza consultarmi, di cancellare completamente i miei dati personali, pur NON interrompendo la mia possibilità di fruire del servizio.
In buona sostanza io posso ancora oggi accedere al servizio Superdrive per depositare i miei files, solo che tutto ciò che finora vi avevo memorizzato è stato cancellato.
La norma del contratto di servizio che loro citano a giustificazione della cancellazione è assolutamente ambigua e comunque per prassi intesa a prevenire l'uso di servizi come Superdrive per distribuire file tipo mp3 e simili senza licenza.
Non è questo il mio caso in quanto tutti i files da me memorizzati su Superdrive sono scannerizzazioni di miei disegni originali utilizzati per il mio sito senza fini di lucro dailypix. Recentemente avevo anche memorizzato un file powerpoint con il calendario 2004 realizzato con i miei disegni e in distribuzione libera su dailypix.
Ritengo pertanto che Dada, il gestore di Supereva, abbia violato i miei diritti cancellando senza mia autorizzazione e senza alcuna contestazione formale i miei dati dal loro servizio.
Ho richiesto a Dada di ripristinare la situazione ex-quo-ante ma non ho ricevuto risposta ed è per tale motivo che richiedo l'intervento del Garante affinchè il comportamento di Dada sia sanzionato.
Per chiarezza vi allego la mia email a Dada, la risposta di Supereva e la mia replica.
Rimango in attesa di un cortese riscontro e vi ringrazio per l'attenzione.
Cordiali saluti,
dasar
scritto da maurocherubino
gennaio 31, 2004 18:04 / p-link / / commenti (1)
Un mio caro amico, amava dire : “ Quando vedi un moralista, metti le mani in tasca e fuggi.” Sicuramente, questa sua filosofia per nulla si addice al personaggio del quale scriveremo, ma stranamente mi e’ tornata alla mente…forse pensavo solamente al mio amico. Nel sito dei Girotondi , vi e’ una iniziativa di sicuro interesse: Proviamo le primarie.Uno strumento – questo – che ho molto apprezzato, in quanto cantiere di costruzione del confronto democratico. L’iniziativa consente - a chi desidera collaborare in maniera partecipativa – di poter esprimere cinque possibili candidati per il centro-sinistra alle prossime elezioni europee. Tutte le preferenze espresse – in una seconda fase – comporranno un elenco rigorosamente alfabetico di tutti i candidati. Candidati, che potranno quindi essere votati ed i nominativi con maggiore consenso sottoposti alle varie componenti della coalizione per la prossima consultazione elettorale. Manca qualcosa però… Avrei desiderato, che in questa iniziativa sicuramente propositiva e di grande civiltà democratica, fosse stata inclusa una “norma” di semplice moralità o meglio di ragionevolezza, o decenza se preferite. Il candidato alle elezioni europee non deve ricoprire altri incarichi, o comunque - se eletto -dovrà per senso di responsabilità verso il mandato dimettersi. Ritengo che ciò dovrebbe essere – forse – semplicemente logico. L’attuale Sindaco di Roma Walter Veltroni - che spesso ama dipingersi come paladino della moralizzazione - e’ stato eletto al Parlamento Europeo il 13 giugno 1999. Nel maggio 2001, diviene primo cittadino di Roma e si dimette da Segretario dei Democratici di Sinistra. Ma forse, dico forse, non sarebbe stato opportuno e responsabile dimettersi anche da Parlamentare Europeo? I care…
scritto da maurocherubino
gennaio 27, 2004 00:20 / p-link / / commenti (1)
Diversi impegni, mi tengono lontano dalla mia "macchina per scrivere ", dalla mia "Lettera22" - Presto tornerò a scrivere, a contribuire - modestamente - ad una discussione che - soprattutto oggi - deve rimanere viva nel nostro Paese. La mia attenzione rimane viva, viva dinnanzi ad un Paese che giorno dopo giorno diviene sempre meno normale...
Vi sottopongo la lettera inviata da Daniela Tagliafico - Vice Direttore del Tg1 - al Direttore Clemente Mimun, con la quale rassegna le sue dimissioni.
Caro direttore, ci sono parole che non si dimenticano. Quando si svolse l'assemblea per l'approvazione del piano editoriale, il 15 maggio 2002, e tu mi riconfermasti vice-direttore del tg1 feci un intervento in cui dicevo testualmente: "abbiamo un imperativo categorico coniugare la rinascita della testata con la garanzia di una informazione obiettiva, pluralista, non schiacciata su nessun asse di potere. Rimanere in un solco di continuità in cui siamo a guardia della notizia, inchiodati alla tradizione dell'imparzialità, ma al tempo stesso aggressivi sul piano della qualità. Il tutto in una situazione di grande dialettica interna, in cui lo scambio di idee e proposte circoli come una corrente d'aria, senza spifferi velenosi, ma in un confronto aperto, trasparente, continuativo".
Pronunciai quelle parole con la forza e la convinzione di due mandati precedenti da vice direttore, l'ultimo dei quali, con Albino Longhi, mi aveva insegnato molte cose in fatto di equilibrio nell'informazione. Oggi dopo oltre un anno e mezzo di percorso in comune, ti chiedo di essere esonerata dall'incarico di vice direttore del TG1 perché ritengo che non ci siano più le condizioni che mi consentono di svolgere adeguatamente le mie mansioni con le caratteristiche e le garanzie che ho enunciato sopra.
Siamo cresciuti insieme come giornalisti alla redazione interni del TG1. Io ho imparato molto da te, quando ti facevo da "spalla" durante i congressi di partito. Apprezzavo il gusto per le immagini, lo stile dei tuoi servizi che rompeva la noiosa liturgia delle cronache politiche, il tuo essere pungente sempre con correttezza e competenza. Oggi, pur esprimendo il massimo rispetto per il tuo ruolo di direttore, devo sottolineare il mio disagio nel vedere la pagina politica del TG1 trasformata in un "panino" blindato in cui apparentemente si da voce a tutti, ma quella dell'opposizione è sistematicamente collocata in testa o in mezzo per poter chiudere con la maggioranza o con il governo. Ti espressi il mio isappunto al tempo del caso Berlusconi-Shultz, per il mancato utilizzo dei sonori. Non riesco a sfuggire all'impressione che quando sono "scomodi" si preferisca eliminarli in nome di un riassunto scritto che magari non esclude nessuno,ma uccide la completezza e le regole televisive. Reitero il mio disappunto oggi per come è stata trattata e impaginata (sia nell'edizione delle 20 di ieri che in quelle successive) la polemica sull'euro che ha visti protagonisti Berlusconi, Ciampi e Prodi. La sequenza cronologica dei servizi che impastava euro, scuola, verifica di governo e poi ancora euro, ha reso - a mio avviso - incomprensibile la materia del contendere che l'ANSA ha titolato: "Euro da Ciampi e Berlusconi giudizi divergenti" e Il Corriere della Sera "Berlusocni attacca l'euro, Ciampi lo difende".
Inoltre non riesco più a capire le regole: a volte si stabilisce che se ci sono reazioni ad un certo avvenimento bisogna, per par condicio, dare una voce della maggioranza ed una dell'opposizione e, in casi di una sola, aspettarne altre e riferirne per completezza nelle edizioni successive. Altre volte (e come ieri sera) si riferisce la sola posizione di Calderoli contro il presidente della Repubblica. Ricordo, per altro, che poco tempo fa, in occasione di una polemica Calderoli-Governo si decise di non citarlo perché "non sufficientemente rappresentativo". Come vedi c'è una certa oscillazione.
La sincerità che sempre contraddistinto il mio rapporto con te mi spinge anche a fare altre osservazioni che riguardano l'impostazione complessiva del telegiornale: ho l'impressione che parliamo molto dei consumi e del tempo libero dell'Italia e poco dei suoi problemi e che, attraverso i nostri servizi, spalmiamo una patina di gaudenza che non credo corrisponda al paese reale. Che gli ascollti ci premino - e ne sono contenta - non mi sembra una ragione per non dissentire e per non lamentare che professionalità interne che potrebbero dare un contributo di ricchezza qualitativa siano sotto utilizzate, se non emarginate.
Durante quest'anno e mezzo di collaborazione - come avrai notato - non ho mai manifestato pubblicamente queste mie opinioni, nè attraverso interviste, nè durante le assemblee di redazione perchè ritengo che se si è dirigenti di un giornale ci si fa carico (pur discutendo) delle linee editoriali e soprattutto pubblicamente si rispettano le scelte del direttore.
Ho cercato di praticare la strada del confronto con te. Tu mi proponevi l'ultimatum: se non condividi la linea del giornale, ti dimetti. Io rivendicavo la terza via: non condivido, ma se ne discute in un corretto scambio di valutazioni professionali.
Adesso sono troppe le ragioni di non condivisione e troppo pochi igli spazi di discussione. Per quanto riguarda il nostro rapporto fiduciario devo constatare che vengo esclusa dalle scelte editoriali e di organizzazione interna al giornale, che apprendo le novità dai comunicati in bacheca e che non vengo invitata alle riunioni alle quali vedo partecipare gli altri vice direttori. Sono condizioni che non si confanno a quello che io credo debba essere il ruolo di un vice direttore del più importante giornale italiano.
Un leale saluto.
Daniela Tagliafico
scritto da maurocherubino
gennaio 26, 2004 20:23 / p-link / / commenti (1)
Rosalia Porcaro- la mitica cantante napoletana di “sesso senza amore” - e’ la nuova vittima dello scarso senso dell’umorismo di questa era dipinta di azzurro. L’attrice napoletana ha un curriculum di tutto rispetto. Inizia la sua attività artistica al seguito della compagnia di Eduardo Scarpetta.Ha interpretato testi di primari autori teatrali quali Scarpetta, Pirandello, Basile. La Porcaro viene però notata solamente nel 1997 durante uno spettacolo organizzato a Napoli per giovani emergenti cabarettisti, spettacolo presentato da Francesco Paolantoni. Il personaggio dell’operaia napoletana Veronica: Un ruolo non usuale per la Porcaro. Autrice ed attrice comica. Veronica le porterà fortuna. La Porcaro fa la sua prima apparizione televisiva – facendosi conoscere al grande pubblico – nel programma di Gad Lerner Pinocchio. L’occasione e’ una puntata dedicata al lavoro sommerso nel napoletano e Veronica –operaia in mobilità – ha molto da dire sull’argomento. Da allora, e’ un crescendo, Veronica diviene personaggio che caratterizza la trasmissione “Convenscion” fino al tributo di Natascia, cantante dell’hinterland napoletano che nel programma “l’Ottavo Nano” diviene la star della canzone melodica con il suo tormentone “Sesso senza amore”. Ora tocca a lei. La censura – a quanto pare – e’ in piena attività nel nostro Paese. La Porcaro e’ attualmente impegnata nel programma televisivo condotto da Alda D’Eusanio “Qualcosa è cambiato”. Nel programma la Porcaro proponeva il personaggio di Carmela, anziana signora napoletana elettrice di Forza Italia, forse un po’ delusa. Nella puntata andata in onda Martedì, il personaggio di Carmela e’ stato cancellato e la Porcaro ha potuto dare vita solamente alla nostra amica Veronica, operaia co.co.co. in continua mobilità. La censura preventiva - attuata dalla rete - è stata decisa dopo la visione del programma, prima della messa in onda. Motivazione la frase pronunciata dalla delusa anziana signora napoletana, elettrice forzista: “ Berlusconi ha ragione a volere l’immunità parlamentare. Dove lo trova il tempo per andare in galera?” ed ancora “ La gente si lamenta per le file ai seggi? Berlusconi farà una legge per eliminarle, eliminerà proprio le elezioni. “L’attrice intervistata ha dichiarato che, per disposizioni pervenute da Roma, nel programma sarebbe andato in onda solamente Veronica e che la signora Carmela sarebbe stata oscurata. Così è stato. Dopo la pervenuta denuncia del Deputato dei Democratici di Sinistra, Giuseppe Giulietti, la stessa Rai ha dichiarato che i tagli sono stati ordinati dal Direttore di Rete Del Noce. Nel comunicato emanato dall’ azienda si afferma: “La Direzione di Rete ha scelto sulla base di alcune valutazioni. La prima e’ che la Porcaro parla in dialetto napoletano, in alcune parti difficilmente comprensibile…La seconda motivazione e' che lo sketch non e' adatto alla prima serata di Rai 1” La Porcaro, che avrebbe dovuto partecipare anche al Programma di Sabina Guzzanti, “Raiot”, ha replicato in modo ironico: “Ma e’ possibile che solamente ieri si siano accorti che parlo napoletano?” Del resto e’ una motivazione assai curiosa – in quanto – anche il personaggio non censurato – quello dell’operaia Veronica – utilizza ovviamente l’idioma partenopeo. Una stagione assai curiosa quella che stiamo vivendo. Stagione nella quale - a coerenza del comunicato Rai – le commedie di Eduardo non sarebbero potute andare in onda. Ca’ nisciuno e’ fesso.
scritto da maurocherubino
gennaio 15, 2004 00:04 / p-link / / commenti (6)
Il pezzo che segue, e' stato pubblicato in novembre da "Il Giorno", nella cronaca di Milano. La quasi totalità dei media ha taciuto la notizia. "Lettera22" e' venuta a conoscenza dell'accaduto, attraverso una "spiata al Barbiere della Sera." - Pur non entrando nel merito della vicenda - in quanto non è di nostra competenza appurare responsabità e svolgimento dei fatti - una domanda riteniamo sia lecita: Silenzio stampa, perchè?
Dell' Utri jr. , scontro e coca
di Tino Fiammetta
Un grave incidente, alla guida il figlio di un personaggio notissimo, una donna in prognosi riservata. E poi c'è la droga. Sono gli ingredienti che compongono uno scarno fascicolo inviato dai vigili urbani in Procura quattro giorni dopo il fatto. Poche righe di sintesi, l'esito degli esami tossicologici, e il rimbalzo al sostituto di turno. Come per togliersi un peso, sia pure tardivamente. Il 31 ottobre alle 6 del mattino viaggiava da solo, nell'auto intestata a sua sorella, Marco Dell'Utri, il maggiore dei figli del parlamentare di Forza Italia. Un ragazzo di 23 anni a bordo di un'auto, poco dopo l'alba, e a pochi passi da casa sua. E' infatti in via Moscova, all'angolo con corso di Porta Nuova, che si verifica l'incidente. La «Citroen Saxo» guidata dal giovane si scontra con un'altra macchina, a bordo una donna di 34 anni, Viviana Alejandra Paglietta. L'impatto è importante: il nucleo radiomobile dei vigili urbani interviene pochi minuti dopo, nelle strade ancora deserte di un tranquillo fine settimana. Sia il giovane sia la donna vengono portati al vicinissimo Fatebenefratelli. Ma mentre il ragazzo rifiuta il ricovero, dichiara di stare bene, la giovane non se lo può permettere: è in gravissime condizioni. Viene prima portata in Rianimazione, quindi trasferita giorni dopo in Neurochirurgia, dove è tuttora, per un ematoma cerebrale sottodurale. Starà a lei, quando potrà, valutare il peso della vicenda. Il fascicolo giunto nelle mani del sostituto di turno, se la donna decidesse di presentare querela, avrebbe a quel punto un titolo di reato: lesioni colpose. Sembrava un brutto incidente, come i tanti che infestano a cadenza quotidiana la città. Non lo è. I vigili intervenuti osservano l'auto e vedono che dentro c'è qualcosa di troppo evidente, persino abbagliante. Sul tappetino a destra della guida della Saxo ci sono una siringa con ago, un cucchiaino, della polvere bianca e del liquido residuo. Quasi certamente droga. È con imbarazzo e assoluta discrezione che i vigili chiamano i cani antidroga del comando di polizia municipale. L'auto viene ispezionata e annusata: e, a parte la siringa e il suo contenuto subito sequestrati, non risulta altro. E ancora con assoluta discrezione, la sostanza trovata viene inviata in un ufficio defilato, nel laboratorio chimico e tossicologico dell'Agenzia delle dogane (che è l'ufficio fiscale) di via Marco Bruto 14. L'esito è quasi immediato e scontato: cocaina e caffeina insieme, droga potenziata dall'eccitante. C'è un sospetto: il giovane con ogni probabilità l'aveva appena assunta. Se lo stupefacente possa avere avuto un ruolo nell'incidente, o no, chi può dirlo? Comunque sia, Marco Dell'Utri viene segnalato per violazione della legge sugli stupefacenti alla Prefettura. Così la cronaca cadenzata di quelle prime ore del 31 ottobre. Poi il fascicolo si arena: non viene inviato in Procura per la convalida della perquisizione sul veicolo. Giunge al magistrato di turno solo la sera del 4 novembre. Pochi fogli preceduti da un rapporto a dir poco laconico, una ventina di righe che non danno conto nè della via dell'incidente, nè delle modalità: neppure del fatto se la donna fosse a bordo di un'auto o a piedi.
scritto da maurocherubino
gennaio 13, 2004 03:58 / p-link / / commenti (1)
C'e' un blog. Un blog elitario. Pagine che pacificano l’anima e la mente. Un luogo nel quale la lingua ritrova la sua essenza. Un luogo che merita le nostre attenzioni. L'autrice del blog, ci conduce in un viaggio iniziato il venerdi santo dell'anno 1300, anno nel quale il Pontefice Bonifacio VIII aveva indetto l' Anno Santo del Giubileo. Un viaggio letterale, allegorico, morale, anagogico. Una lettura quotidiana, forse notturna - prima di abbandonarsi al riposo - che consiglio. C'e' una mia allegoria - che spesso utilizzo - perche' nulla meglio rende - nella mia visione - il concetto del piacere nella sua essenza. "Degustatelo come fosse un vino raro e prezioso". Un viaggio da degustare, dalle pagine di "...e quindi uscimmo a riveder le stelle". Un poema scritto circa 700 anni fa, ancora attuale. Attuale...ricordate? Durante Alighieri di Bellincione, l'uomo che donò generosamente la sua vita alla politica, il guelfo bianco condannato all' esilio. Dovremmo frequentarlo, dovrebbe divenire un vizio. Lasciamoci viziare... da una guida colta e raffinata: Eünoè
Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello! Quell'anima gentil fu così presta, sol per lo dolce suon de la sua terra, di fare al cittadin suo quivi festa; e ora in te non stanno sanza guerra li vivi tuoi, e l'un l'altro si rode di quei ch'un muro e una fossa serra. (...) Che val perché ti racconciasse il freno Iustiniano, se la sella è vòta? Sanz'esso fora la vergogna meno. (...) Ché le città d'Italia tutte piene son di tiranni, e un Marcel diventa ogne villan che parteggiando viene.
scritto da maurocherubino
gennaio 13, 2004 01:39 / p-link / / commenti (1)
Non conoscevo Diana Krall e desidero fare un dono prezioso a coloro che non hanno ancora incontrato la sua musica, la sua voce. Donare ciò che mi è stato donato. L'amica della "Barberia" Lucyinthesky ha scritto un pezzo bellissimo nei giorni scorsi sul "Barbiere della Sera". Parole, emozioni. Mi ha profondamente colpito il titolo, in quanto nella mia anima, nel mio sentire profondo, anch'io desidererei che la mia vita fosse un brano di jazz. Lucyinthesky ci dona la conoscenza di una voce, di una musica, di un'emozione. Un disco - quello di Diana Krall - che deve essere degustato come un vino raro e prezioso. Desidero dare spazio alla penna di Lucy. A quell'inchiostro al quale Lucy ha donato ritmo, regalandoci l'emozione della musica e della voce "nera" di questa grande artista. Grazie.
Vorrei che la mia vita fosse un brano di jazz
di Lucyinthesky
C’è questo disco di Diana Krall che mi frulla in testa, è ormai quasi un’ossessione. È un disco che ha l’odore dell’inverno, anzi è l’inverno – freddo fuori e caldo, molto caldo dentro - e locali piena di gente e di fumo, e luci luci luci nella notte metropolitana, e il bacio inaspettato di uno sconosciuto.
Diana Krall ha una voce nitida e avvolgente, che a volte si sedimenta in qualche nota più rugginosa e amara, e suona il piano nel suo modo nitido, suona come se stesse leggendo lo spartito che hai in testa, e lo riproducesse lì per lì, esatto e preciso, come lo vuoi, come lo vuole il dio della musica.
C’è questo disco, ‘Live in Paris’, che mi ha corteggiato dagli scaffali di un negozio, e dopo poco ce l’ha fatta a conquistarmi. Sono del parere che si debba entrare nei negozi di dischi come si entra nelle librerie, girandosi intorno, giocherellando, curiosando un po’ qua un po’ là e di fatto lasciandosi lentamente sedurre dai dischi – o dai libri. Saranno insomma loro che sceglieranno noi, non viceversa, saranno loro a chiamarci con vocine inudibili, a entrare subdolamente nelle nostre vite e a cambiarle un poco o per nulla (dipende dall’acquisto) e magari ad aprirci la mente. Diana ti apre le orecchie e da lì arriva alle dita, che tamburellano al ritmo delle sue note calde e nitide, e giunge ai piedi, che ritmano il ritmo, tutto è ritmo nitido e preciso, e vorresti che la vita fosse così - ritmo ritmo ritmo - e qualche strisciata di note allegra e decisa per chiudere in bellezza qualcosa che è stato, e vai con la prossima canzone.
Per la verità lei l’avevo intravista a un Festival di Sanremo (e poi dicono che è una manifestazione prevedibile e commerciale…), troppo bianca per quella sua voce rugginosa da nera, molto newyorkese e troppo bazzona, sì insomma, con mento eccessivamente lungo rispetto al resto della faccia. Ma forse il trucco sta tutto lì, in quel mento che le deve aver procurato complessi adolescenziali, piccoli e grandi dolori confluiti e sublimati – grazie dio della musica, grazie – in una voce compatta e in un tocco essenziale delle dita. In altre copertine si camuffa, si fa fotografare da fotografi scaltri che ce la raccontano fintamente bella, ma in quella di ‘Live in Paris’ no, lì esibisce la sua bazza antipatica, e fa bene, perché a noi interessa altro, anzi ci interessa sia la sua bazza sia quel rimestare selvatico e amarognolo dentro certe note, che poi secondo me sono la stessa cosa.
L’avevo intravista a Sanremo ma me l’ero dimenticata poco dopo, perché passiamo per questa vita tutti così distratti e noncuranti, e si dimentica troppo in fretta. L’ho poi rivista nell’ultimo film di Woody Allen, dove lui fa andare i suoi personaggi in un piccolo club newyorkese proprio per sentirla suonare, e gli fa dire: “Mi piace tanto Diana Krall”. È grazie a quella frase buttata lì, un paio di fotogrammi con lei che suona il piano e canta, che il disco mi ha conquistato dal suo scaffale nel negozio di dischi, ed è riuscito nell’impresa di farsi portare a casa.
Ora il disco è la colonna sonora di questi mesi invernali, scandisce i giorni movimentati e le notti freddi di una freddo vivo e sferzante, notti perse a caccia di un’improbabile felicità o di un ritmo perduto. Ora il disco suona e racconta le sublimi storielline delle canzoni jazz, dove l’amore sembra semplice come un tappeto che si srotola e il mondo sembra sempre pronto ad accoglierti in modo nitido e perfetto.
Quest’anno, per Natale, ti regalo l’ultimo disco di Diana Krall.
scritto da maurocherubino
gennaio 11, 2004 14:28 / p-link / / commenti (1)
ringraziandoLa sinceramente per le considerazioni di apprezzamento e per le osservazioni sul mio libro “Per Passione”, desidero formularLe i migliori auguri per un felice anno nuovo.
Il buon successo ottenuto dice che non è stato inutile scrivere questo diario di viaggio della lunga “traversata del deserto” della sinistra italiana e speriamo che sia di buon auspicio per le sfide impegnative che ci attendono nel 2004.
Con amicizia,
Piero Fassino
Una nuova stagione politica? Solo "Per Passione"
Ho ricevuto - con grande gioia - il ringraziamento dell’On. Piero Fassino per le considerazioni che sul mio blog avevo sviluppato dopo la lettura del suo libro “Per Passione”. E’ mio desiderio ringraziarLo per la cortesia da queste pagine, e condividere assieme agli amici di "Lettera22" le motivazioni che mi hanno indotto ad una lettura attenta e pasionaria del suo lavoro. Un libro che narra una vicenda politica vissuta Per Passione e narrata Con Passione. Posso affermare che la motivazione principale per la quale ritenevo che il libro di Piero Fassino dovesse essere letto e’ che l’autore ha vissuto e vive la politica come atto di passione. Ieri questo era un concetto ovvio, oggi non lo è più. Oggi l’impegno politico assume nuove connotazioni, nuove motivazioni, nuovi interessi. Forse invecchio, forse non comprendo, ma la politica può essere vissuta solamente per passione. Chi conosce questa malattia, perché e’ una sana malattia, può comprendere. Vi era un motivo ulteriore. Un motivo importante, importante per l’interesse del libro, importante per il futuro politico del Paese. In questo diario di vita politica, Fassino riconosce la sfida lanciata a Rimini nel 1982 dal Partito Socialista, con la quale Bettino Craxi iniziò il processo di modernizzazione della sinistra, e riconosce che l’allora segretario socialista “mise a nudo il ritardo dei comunisti sulla modernità”. La curiosità si fa forte…corro sulle pagine, e leggo…”La sfida di Craxi coglie i comunisti impreparati e mette a nudo il loro ritardo nel misurarsi con la modernità. Craxi interpreta le domande di dinamicità di una società che cambia e chiede alla politica di stare al passo. Il Pci invece vede nei cambiamenti un' insidia, anziché un' opportunità, e si arrocca in un atteggiamento difensivo che ne ridurrà influenza e credibilità politica. Mi ha sempre colpito l' inspiegabile contraddizione per cui la sinistra nasce su un' intuizione di Marx - il movimento è il motore della storia - ma poi guarda spesso con timore e ostilità a tutto ciò che muove. In questa fase, massimo è l' ascendente di Craxi, che raccoglie nella società i frutti di un lavoro avviato con l' ascesa alla segreteria del Psi nel ' 76. E più lui stringe la presa, più noi soffriamo, perché il suo progetto è concorrenziale e in competizione con il nostro. Come poi si vedrà, sarebbe stato più saggio, per lui e per noi, dedicare meno energie a combatterci reciprocamente, perché quella "guerra civile" nella sinistra porterà alla distruzione di una prospettiva comune, travolgendo non solo il vinto, ma anche il vincitore. Sì, perché a ben vedere la sinistra, lungo tutto il Novecento, è stata minata da un "male oscuro": la pretesa di ciascuno dei suoi due massimi partiti di volerla da solo rappresentare tutta, scommettendo sulla sconfitta e sulla sparizione dell' altro.” Un diario che necessita leggere. Un diario di rilevante interesse. Un diario che narra il passato, il presente e forse il futuro della politica italiana. Necessita comprendere gli errori, comprendere che nelle diaspore e nelle sfide interne alla sinistra vi e’ sempre un vincitore…ma non nella sinistra. Comprendere, soprattutto oggi, che l’unica via e’ l’unità. Il mio pensiero e’ soprattutto rivolto ai socialisti italiani, che se non troveranno l'Unità e non comprenderanno il messaggio, non potranno sedersi al tavolo della costruzione…quando la politica tornerà ad avere come protagonisti -finalmente- quei folli, malati di Politica, e animati anche dalla passione. Un secolo di storia del Socialismo Italiano e’ storia di sinistra, e’ storia di riforme e di difesa delle ragioni della democrazia. La comunità socialista è attualmente divisa in differenti realtà politiche, frantumata in identità multiformi, resa non protagonista, come identità specifica, dalle sue interne diversificazioni. Una realtà forte, consistente politicamente, che così divisa al suo interno e “sparpagliata” sulla scena della politica italiana, diviene, per interesse di alcuni, forza politica debole e non rappresentativa della sua specifica identità. Nel settembre dello scorso anno l’On. Vittorio Craxi lanciava al mondo di formazione politica e culturale socialista, un monito preciso: "Nessuno intende disconoscere a chi si proclama di radice liberale e socialista di professarsi come tale, ma la lotta politica deve presupporre la chiarezza dell’approdo politico, che non può contraddire l’orientamento...Se si vuole ricreare un polo di carattere socialista e liberale non si può non rafforzare e militare nelle formazioni che a quei principi e valori fanno riferimento in modo limpido e coerente. Questa impostazione, va detto, non confligge con le personalità che hanno trovato accoglienza in Forza Italia e, a quanto pare, ne rappresenteranno i vertici politici, ma ne estende i compiti e li impegna ad attivare tutte le convergenze possibili sul terreno riformista e della salvaguardia e tutela della minoranza socialista e liberale in cui si è organizzato il Nuovo Psi...non può ritenersi sufficiente l’analisi di chi ‘automaticamente’ sviluppa nel ‘berlusconismo’ la continuità politica del ‘craxismo’, per ragioni politiche, culturali e storiche, pur non sottovalutandone lo spirito di difesa delle culture che hanno contraddistinto quella stagione.”. Un richiamo alla responsabilità da parte del giovane Craxi. Da parte sua l’analisi che il Segretario dei Democratici di Sinistra sviluppa - ripercorrendo la storia della “guerra civile” nella sinistra italiana tra socialisti e comunisti – e’ un atto concreto di coraggio, di grande onestà intellettuale e di costruzione.
scritto da maurocherubino
gennaio 10, 2004 01:24 / p-link / / commenti