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lettera 22 di mauro cherubino
della politica, con qualche distrazione. pensieri notturni lanciati in rete come coriandoli

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sabato, febbraio 21, 2004

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Bobo Craxi : Berlusconi, esternazioni da brivido

Mercoledi, "lettera22" rifletteva su alcuni "avvenimenti" che stanno attraversando la società italiana e che coinvolgono il mondo della politica. Intendo non intervenire - per il momento - con analisi premature, ma vi invito ad una particolare attenzione ai futuri eventi. Riflettevo: L'attuale fase politica e' gravida di nuove incognite. Ciò che accade non è "casualità", ma organico a nuovi disegni . L' "esternazione" di Silvio Berlusconi e' un atto di conferma su ciò che accadrà nel prossimo futuro sullo scenario politico. Le "battute" di Berlusconi non debbono "passare", in quanto, spesso, celano disegni organici alle sue strategie. Ieri, in seguito alla nuova "esternazione" del Presidente del Consiglio dei Ministri, l'Onorevole Vittorio Craxi e' intervenuto in Parlamento.

On. BOBO CRAXI: “Chiedo di parlare”.

PRESIDENTE: “Ne ha facoltà”.

CRAXI: “Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi confesso che stamane non pensavo si aprisse una discussione, ma dentro di me ho mantenuto le riflessioni che mi sono corse ieri sera, ascoltando alla televisione questa infelice battuta del Presidente del Consiglio. Devo confessarvi che mi è venuto un brivido alla schiena perché, non potendo separare le ragioni e le responsabilità politiche dalle passioni e dalle vicende personali, la mia memoria è naturalmente tornata agli anni che sono alle nostre spalle e, avendo io una certa età e dovendo doverosamente guardare verso il futuro, in modo quasi fisiologico ho sempre cercato di declinare i verbi della politica al futuro. Il brivido alla schiena l’ho avvertito ripensando alla dolorosa stagione del giustizialismo, alla vicenda politica che ha travolto partiti — anche quello di cui faccio parte — e persone. Alcuni di noi, oltre ad aver perso la loro comunità politica, hanno perso, e penso alla collega Moroni, anche il padre. Questo, naturalmente, mi ha in qualche modo indotto ad evitare considerazioni più generali. Al di là del luogo comune che il Presidente del Consiglio ha, forse, voluto rilanciare pronunciando la sua battuta, affermare che il Governo è ladro e che i politici sono corrotti è come dire che l’arbitro è cornuto! Ovviamente, ciò non si giustifica e, semplicemente, non spiega il punto che si vuole toccare, non individua la questione che si vuole sollevare. Avviandoci verso la campagna elettorale, dobbiamo capire se esista ancora, nei nostro paese, un problema riguardante la politica ed i suoi costi ed in quale modo questo sia stato affrontato. Probabilmente, tale problema, vero dilemma dinanzi al quale siamo posti, non si può risolvere, conte noi auspicavamo, attraverso una Commissione d’inchiesta che indaghi non sulla magistratura, non sui processi di Tangentopoli, ma sul costo della politica nel nostro paese, sui caratteri di illegalità e di irregolarità di quella pratica che ha finito per travolgere quel sistema. Tuttavia, fiutando questo approccio metodologico di tipo sistematico ad un problema che c’è e che continua ad esistere, ed affrontando la discussione con battute e con accuse, rischiamo, purtroppo, di riecheggiare, esattamente e paradossalmente, polemiche che appartengono a tempi che pensavamo di aver lasciato alle nostre spalle. Non ho molto altro da aggiungere, non avvertendo sulle mie spalle la responsabilità di un’intera classe di professionisti della politica, della quale pure ho fatto parte fin da ragazzino. Ad ogni modo, ritengo che bisogna sempre essere capaci di trasformare un male in un bene. Se questa discussione è stata avviata, è bene che prosegua. Se essa non è caratterizzata da ragioni strumentali e politiche — ma mi pare che lo sia —, serva ai partiti democratici per respingere quelle motivazioni e per affrontare il nodo del rapporto tra la politica ed il denaro, la questione della necessità della democrazia di essere finanziata, attraverso una coraggiosa e doverosa analisi attuale - del rapporto che intercorre fra la politica e gli affari, della necessità dei partiti di essere finanziati e degli uomini politici di non doversi mettere per forza al servizio di questo o di quel potere economico per poter fare politica e per poter essere politici democratici. In questo senso, io mi sento libero. E mi spiace che, in questo dibattito, non si uniscano alla mia le voci di altri uomini politici che provengono da una limpida tradizione di partiti democratici — tra i quali il mio — oche, oggi, militano in partiti di maggioranza. Sono convinto, e pertanto lo ribadisco, che dobbiamo saper trasformare un male in un bene. Non liquidiamo, allora, la frase pronunciata dal Presidente del Consiglio come una battuta, perché tale non è e non può essere considerata. Dobbiamo trasformare quello che rischia di rappresentare la punta, l’apice di un qualunquismo nazionale in punto di forza di un sistema democratico che rifiuta analogie, che rifiuta luoghi comuni e che rifiuta di ritornare al passato: di questo credo proprio che non abbiano bisogno né la democrazia, né il nostro Paese.

(Applausi dei deputati del gruppo Misto - Liberaldemocratici, Repubblicani, Nuovo PSI e dei deputali dei gruppi dei Democratici di sinistra - L’Ulivo, della Margherita – DL, di Rifondazione comunista e Misto - Verdi- l ‘Ulivo)


scritto da maurocherubino
febbraio 21, 2004 20:37 / p-link / / commenti (1)

mercoledì, febbraio 18, 2004

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"lettera22" riflette...dasar torna in rete

L'assenza di "Lettera22" non e' determinata da accadimenti particolari, ma non e' casuale, è voluta dal suo autore. Nei giorni di tangentopoli fui tra coloro che non si schierarono con il nuovo nascente - ed antico - pensiero giacobino. La riflessione ha sempre prevalso in me. L'attuale fase politica e' gravida di nuove incognite. Ciò che accade non è "casualità", ma organico a nuovi disegni. Seguo con attenzione e distacco riflessivo le vicende - collegate - Parmalat-Cirio. Le prime deposizioni del Cavalier Callisto Tanzi, che coinvolgono uomini politici della prima e della seconda Repubblica. Alcuni nomi mi inducono alla riflessione, all'osservazione da punti differenti della medesima vicenda. Osservo con il medesimo curioso interesse una verifica di Governo- fortemente voluta dagli alleati di Berlusconi - ed alla rinuncia della stessa. La rinuncia ha sancito e verificato ciò che da tempo sapevamo: Il Cavaliere e' padrone assoluto di questo esecutivo. Ritengo sia improprio parlare di Alleanza, in quanto i presunti Alleati non contano nulla e conteranno sempre meno. Sopratutto oggi, dopo i recenti avvenimenti, quelli di Collecchio e di Roma... Su questa scacchiera si muove il presente ed il futuro, su questa scacchiera si gioca il consolidamento di un potere. Unica  possibile soluzione - per coloro che oggi vedono sulla scacchiera cadere i loro pezzi  - la forza della loro esperienza. L'attuale - momentaneo - vincitore della partita non e' abile giocatore. Garry Gasparov diceva: Il gioco degli scacchi e' lo sport più violento che esista. Vedremo...La piacevole notizia e' che il mio amico Dasar e' nuovamente in rete con la sua arte. I suoi disegni sono bellissimi : http://dasar.altervista.org .

A presto. Un saluto da Mauro Cherubino

scritto da maurocherubino
febbraio 18, 2004 22:00 / p-link / / commenti (2)

martedì, febbraio 03, 2004

UNA PROTESTA CIVILE ... ...

UNA PROTESTA CIVILE IN DIFESA DI

DailyPix by dasar

A seguito della vicenda che vede costretto il mio amico Dasar alla chiusura del suo Blog "DailyPixbydasar" - Leggi Post di Sabato 31/1/2004 - o vai da Dasar - Lettera22, vi invita ad una protesta civile in difesa dei suoi diritti.

Manda una e-mail di protesta al Provider.

Gli indirizzi e-mail da utilizzare:

helpservizi@supereva.it

helpservizi2@supereva.it

marketing.ebs@dada.net

Il testo da inviare:

Egregi signori,

Protesto per la cancellazione dei files depositati da dasar su Superdrive che hanno portato alla chiusura del blog http://dailypix.splinder.it

Il vostro comportamento è arbitrario e infondato, come l'indagine aperta dal Garante della Privacy dimostrerà a breve.

Mi auguro che simili comportamenti da parte vostra siano perseguiti e non abbiano a ripetersi.

Mi chiedo come una società come la vostra, peraltro quotata in borsa, possa permettersi di trattare in questo modo i propri clienti, violando i loro più elementari diritti di proprietà dei dati senza nemmeno informarli preventivamente.

Distinti saluti.

 

DIFENDIAMO I NOSTRI DIRITTI

DIFENDIAMO DASAR



scritto da maurocherubino
febbraio 03, 2004 18:36 / p-link / / commenti (2)

domenica, febbraio 01, 2004

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"RAIOT" : FU VERITA' E SATIRA

dedicato ad un anonimo.

"Lettera22", ha in differenti occasioni difeso il diritto di satira. Ha difeso quei principi di democrazia e confronto che vengono meno nel nostro Paese, un Paese sempre meno normale. Un gentile signore che non ama firmarsi - e quindi esprime le sue opinioni nell'anonimato - ha in due occasioni ribadito - attraverso lo strumento del commento - che quella che io ritengo sia satira non lo e'. Dichiara il nostro amico anonimo : "Da quando gli insulti e la calunnia sono sinonimo di satira?" - "Insulti e calunnie, da quando c'é il mondo, sono insulti e calunnie. I puri naturalmente non condividono, e mano nella mano fanno cerchio e danzano intorno al rogo che brucia la vittima di turno." - Al questo signore dedico l'archiviazione del Procuratore Aggiunto Dott. Giuliano Turone, della querela sporta per diffamazione da Mediaset nei confronti di Sabina Guzzanti e dello Staff Rai che ha collaborato alla realizzazione del programma "RAI OT". La motivazione ? I fatti erano veri. La Guzzanti ha illustrato e detto cio' che Tribunali della Repubblica, Corte Costituzionale, Media, Opinione Pubblica avevano gia' detto. Caro amico, nessuno vuol bruciare nessuno, ma solamente ricordare che vi sono delle regole e che debbono essere rispettate. Questo accade - normalmente - in una societa' civile. Un saluto da Mauro Cherubino.

Dal Corsera del 31/1/2004

La Procura di Milano chiede di archiviare la querela
 
«Raiot non diffamò Mediaset, i fatti erano veri»
 
La tesi del procuratore aggiunto Turone sul programma con la Guzzanti poi cancellato: anche i giornali dimostrano che Confalonieri difese la legge Gasparri sulla tv
MILANO - Non è solo in nome del «diritto alla satira» che va archiviata la querela per diffamazione sporta dal presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, contro l’attrice Sabina Guzzanti, il direttore di Raitre Paolo Ruffini e altri 5 coautori della trasmissione Raiot - Armi di distrazione di massa, prima sospesa e poi cancellata dalla Rai all’indomani della prima e unica puntata del 16 novembre 2003. E’ anche perché quelle battute sulla legge Gasparri «scritta da qualcuno molto vicino a Confalonieri», su «Retequattro abusiva», o sul ministro Gasparri («Tutte le volte che si critica la sua legge risponde l’ufficio stampa di Mediaset anziché il suo»), per la Procura di Milano «trovano un riscontro nei contenuti delle due sentenze della Corte Costituzionale e nella memoria dell’Antitrust», nonché in «fatti, avvenimenti e circostanze» non soltanto «socialmente rilevanti» ma anche «obiettivamente veri nei loro elementi essenziali». Nella sua querela (rivolta anche contro i coautori della trasmissione Curzio Maltese, Marco Travaglio, Emanuela Imparato, Paolo Santolini, e contro il produttore Ferdinando Salzano) Confalonieri lamentava che lo show della Guzzanti, specie nel preambolo alla parodia di intervista al ministro Gasparri interpretato da Neri Marcorè, non fosse stata satira, ma «cronaca falsa al fine di screditare» Berlusconi e Mediaset.

Ora il procuratore aggiunto Giuliano Turone, in 28 pagine di esame delle fonti normative sull’emittenza tv (legge Maccanico, Consulta, Tar del Lazio, Autorità per le Telecomunicazioni), chiede l’archiviazione della querela. Turone premette che «certamente» dire: «Dal 1994 Retequattro è abusiva» è «frase particolarmente forte». Ma, a parte il diritto di satira, il pm rimarca che «la stessa sentenza della Corte Costituzionale n.466 del 2002», nel sottolineare che il sistema televisivo italiano «trae origine da situazioni di mera occupazione di fatto delle frequenze al di fuori di ogni logica di incremento del pluralismo» e che tale occupazione di fatto è stata poi continuamente «legittimata e sanata ex post» per consentire alle emittenti private di continuare le trasmissioni, «ha finito con il riconoscere l’esistenza di una illegittimità di fondo risalente al 1994, e quindi in sostanza di una situazione fattuale di abuso».

Ribatte Confalonieri nella querela: la stessa Consulta ha però ritenuto non incostituzionale il regime transitorio, e ha convalidato ex post il termine del 31 dicembre 2003. Vero, argomenta il pm Turone, anche questi due fatti sono «veri in sé» e dunque «nessuno vuole negare che il punto di vista» di Confalonieri «sia legittimo. Ma ciò non può certo significare che l’opposto punto di vista espresso (oltre che da Sabina Guzzanti) anche da gran parte dell’opinione pubblica del Paese, che a sua volta scaturisce da una legittima interpretazione di una serie di fatti in sé veri, possa essere criminalizzato come diffamazione». Anche perché la convalida ex post del termine del 31 dicembre 2003 «è stata una scelta di opportunità assunta dalla Consulta dopo aver preso atto, a 8 anni dalla precedente sentenza, della perdurante illegittimità».

Quanto poi alla gag «attraverso la quale Mediaset viene individuata come una sorta di ufficio stampa del ministero di Gasparri», essa «ricorre a una metafora paradossale, rivestendo "satiricamente" lo stesso giudizio fortemente critico sulla legge Gasparri». Ma per il pm Turone «vi è di più: tale affermazione trova addirittura una sorta di parziale quanto singolare riscontro specifico nella realtà degli accadimenti, dal momento che più di una volta, sugli organi di stampa, la difesa della legge Gasparri risulta essere stata assunta direttamente non tanto dall’ufficio stampa di Mediaset, quanto addirittura personalmente dal suo legale rappresentante» Confalonieri, nelle interviste del 3 dicembre 2003 a Repubblica («Una buona legge, scandaloso tirare Ciampi per la giacca») e del 18 dicembre 2003 al Giornale («Oggi il mercato della pubblicità è libero»).

«Arbitraria», infine, appare al pm la tesi di Mediaset secondo la quale «la trasmissione avrebbe nuociuto alla quotazione del titolo Mediaset in Borsa», perché i dati mostrano «una fluttuazione del tutto fisiologica: un rialzo da 8,68 a 9,30 euro dall’11 al 13 novembre, un ribasso a 9,21 e poi a 8,98 il 14 e 17 novembre, quindi un nuovo rialzo a 9,21 il 18 novembre, infine un assestamento a 9,13 euro il 19 novembre».

Luigi Ferrarella
 
a quando il ritorno di "RaiOt" in Video ?













scritto da maurocherubino
febbraio 01, 2004 12:23 / p-link / / commenti (9)

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