Invia anche tu la lettera al Presidente Ciampi!

scritto da maurocherubino
marzo 15, 2004 10:39 / p-link / / commenti (2)

martedì, marzo 09, 2004

"lettera22", Vi prop... ...

"lettera22", Vi propone l'interessante articolo pubblicato dal quotidiano "Libero" a firma dell'On. Bobo Craxi. L'analisi di Craxi e' animata da un' esigenza di verità ed e' espressa con onestà intellettuale.

Un saluto da Mauro Cherubino.

Rivedere il finanziamento ai partiti

 

Una nuova Tangentopoli?

No, è qualcosa di peggio

 

di Bobo Craxi

 

 

Quando il sistema politico democratico crollò sotto le macerie del muro di Berlino e sotto i ‘colpi di accetta’ delle procure sorrette dall’opinione pubblica, si parlò dell’Italia come di un Paese che, finalmente, si era liberato dal peso oppressivo della partitocrazia, dai suoi eccessi e dai suoi costi.

Una rivoluzione salutare, si disse, la cui ‘risata’ seppellì e travolse l’architrave su cui si reggevano migliaia di carriere pubbliche, che sopravvivevano a spese dei cittadini alle spalle di un ceto imprenditoriale che puntava virtuosamente verso la globalizzazione e che era, invece, frenato da Tangentopoli.

Dopo un discorso parlamentare onesto e coraggioso, ma dal quale non scaturì nessuna coerente iniziativa politica (una confessione generale o una doverosa ammissione di colpa collettiva per costruire una verità decente), Bettino Craxi venne lasciato solo e continuò a condurre una campagna di verità dal proprio ‘ridotto tunisino’ invano.

La democrazia politica, i suoi nuovi partiti, le nuove icone della rivoluzione italiana hanno tuttavia continuato, per stato di necessità, ad appoggiarsi al sistema economico interno, perpetuando una logica di mutuo interesse e di collaborazione, il “do ut des” ampiamente scoperchiato dall’inchiesta di Mani Pulite che aveva prodotto la Rivoluzione italiana. La vicenda Parmalat non è un’altra Tangentopoli, ma il suo volto deteriore e beffardo, perché in questo caso per finanziare i partiti e le personalità politiche si è attinto direttamente dai risparmi dei cittadini, nel perverso intreccio della finanza virtuale degli anni ’90 che ha elargito prebende in tutte le direzioni. Tutti hanno ‘munto la mammella protettiva’ della famiglia Tanzi, destinata, come accaduto ad altre famiglie meno fortunate del capitalismo italiano (si ricordi la Rizzoli), a divenire il capro espiatorio di questa degenerazione, cui hanno contribuito, come sembra, ministri in carica, uomini dei partiti di governo e di opposizione e anche grandi figure del giornalismo.

Dinanzi a questa cortina di silenzio, rotta solo da chi si sente “libero” veramente, si potrebbe voltare la testa dall’altra parte: io penso non sia giusto farlo, invocando una doverosa ammissione di responsabilità di potere di indagine da parte della politica - che non deve, ancora una volta, abdicare il proprio ruolo primario nei confronti della magistratura -, attraverso un’impegnativa istituzione di una Commissione d’inchiesta sul finanziamento illegale alla politica, anche nelle ultime legislature. I politici si sono detti molto preoccupati dei risparmi degli italiani e dei loro titoli finanziari divenuti carta straccia, desiderosi di cercare delle responsabilità in vigilando degli organi competenti. Fatto drammatico è che quei quattrini generati da Parmalat furono destinati anche alla politica e al suo doveroso finanziamento, come invece sembra essere da molti negato.

Mi muove un’esigenza di verità, e non certamente uno spirito di vendetta, che sia in grado di trasformare il ‘mal comune’ che unisce le due stagioni della Repubblica in un ‘mezzo gaudio’. Sarebbe una magra consolazione, però vorrei capire  - e credo con me molti italiani -, se ci troviamo in un Paese moderno e civile con regole che valgono per tutti o se, invece, siamo stati catapultati nella scena del gran finale del “Gattopardo”, quel gran ballo per celebrare il quale soltanto alcuni  hanno dovuto pagare un tributo politico e morale francamente eccessivo.

scritto da maurocherubino
marzo 09, 2004 21:31 / p-link / / commenti

sabato, marzo 06, 2004

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 CITIZEN BERLUSCONI

 "The prime ministre and the press"

 

Ieri sera, ho visionato il DVD "Citizen Berlusconi", acquistato in edicola insieme alla copia di "Internazionale". Citizen Berlusconi e' la versione originale - con sottotitoli in italiano- del documentario trasmesso il 21 agosto del 2003 dalla PBS - Public Broadcasting Service - la televisione pubblica degli Stati Uniti d'America. Il Reportage del programma giornalistico "Wide Agle" e' stato trasmesso negli Stati Uniti d'America e nei maggiori Paesi d'Europa. Nessuna televisione italiana, sia pubblica che privata, ha acquistato il programma. Un lavoro interessante che ci consente di osservare -da una prospettiva differente-le "anomalie" del nostro Paese. Un reportage che ci permette di analizzare cio' che accade in Italia dalla prospettiva degli osservatori stranieri. Guardare cio' che accade nel nostro Paese, immaginando di essere un cittadino straniero al quale viene raccontata l'Italia. Gli stessi oppositori politici del Signor Berlusconi, che siedono in Parlamento, temono di pronunciare una verità che ormai e' sotto gli occhi di tutti gli osservatori della politica italiana. Forse,al termine del reportage non diremo piu' che il nostro e' solamente un Paese con delle anomalie, un Paese non-normale. Avremo il coraggio di ammettere una verità che noi stessi celiamo, forse perche' incosciamente sentiamo anche le nostre responsabilità. Personalmente, ritengo, che bisognerebbe costruire un dialogo che vada oltre il conflitto politico, in quanto attualmente vi è un "problema superiore". Le forze politiche dovrebbero costruire un "patto di solidarietà nazionale" affinchè il nostro Paese venga riconsegnato alla politica ed al rispetto dei dettami costituzionali. Riconsegnare il Paese al concetto di "Polis", nel quale l'interesse superiore e' quello dello Stato e non di un singolo e dei suoi interessi . Tale "patto nazionale", se vi fosse lungimiranza politica - e non solo - dovrebbe essere nell'interesse anche di quelle forze come Alleanza Nazionale e dell' Unione dei Democratici Cristiani, che hanno ormai perduto la loro autonomia divenendo sempre meno alleati e sempre maggiormente sudditi. La "verifica" di governo, ha verificato che il Cavaliere è il padrone assoluto di questo esecutivo. L'atteggiamento supino di An e dei Democratici Cristiani - in cambio di scampoli di "potere" -vedrà una inevitabile flessione di consensi ed un depauperamento della loro storia politica. Ma probabilmente, un progetto politico di "Unità Nazionale", finalizzato alla "normalizzazione",sarebbe realizzabile con una classe politica di differente levatura - anche in questo la forza di Berlusconi- Questi "signori", a confronto dei protagonisti della "Prima Repubblica", fanno figura da nani.

Guardate il Reportage -  "Lettera22" rimane in attesa dei Vostri commenti e delle Vostre osservazioni a seguito della visione. 

Un saluto da Mauro Cherubino

"Qui ad Atene noi facciamo così. Il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi per questo è detto democrazia. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private. Ma in nessun caso si occupa delle pubbliche faccende per risolvere le sue questioni private. Qui ad Atene noi facciamo così, ci è stato insegnato a rispettare i magistrati e c’è stato insegnato a rispettare le leggi, anche quelle leggi non scritte la cui sanzione risiede soltanto nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di buon senso....

Qui ad Atene noi facciamo così."

Pericle - 495-429 A.C.

scritto da maurocherubino
marzo 06, 2004 19:30 / p-link / / commenti (6)

lettera 22 di mauro cherubino
della politica, con qualche distrazione. pensieri notturni lanciati in rete come coriandoli

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giovedì, marzo 18, 2004

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"lettera 22", vi propone il durissimo editoriale di Giuliano Ferrara pubblicato su Il Foglio di oggi.

UNA DESTRA CIALTRONA

Il tradimento della parola data su una questione di coscienza: una vergogna

Il voto ad personam della destra parlamentare contro Adriano Sofri mostra chiaramente il carattere cialtrone della coalizione che governa questo paese. I suoi partiti, la maggioranza dei suoi deputati, il suo leader Silvio Berlusconi, uno che sa distrarsi come pochi altri quando non si tratti degli affari suoi, hanno dato una prova miserabile. Berlusconi aveva detto e scritto in coscienza, e si tratta della vita di un uomo e di un caso civile di evidente valore, che “sono maturi i tempi per la grazia a Sofri”. Da un anno e mezzo si è fatto prendere in giro da un manipolo di vecchi missini riciclati e dal capociurma delle tifoserie varesotte della Lega, e dopo avere ceduto a questi inflessibili garantisti, a questi combattenti strenui per la libertà e il diritto, ma solo in casa propria e a proprio vantaggio, dopo aver rinunciato a esercitare dignitosamente le sue prerogative di guida, ha pensato bene di dare lo squillo di tromba della ritirata: il Cav. non vuole grane prima delle elezioni, e la legge Boato vada a farsi fottere, e con la legge tutto, coscienza personale e ragionevolezza politica e civile di una soluzione umanitaria alla quale si frapponeva solo l’idiosincrasia per gli “intellettuali” del burocrate che fa le funzioni di Guardasigilli e di quattro mozzorecchi forcaioli. Noi sul caso Sofri non abbiamo mai fatto, da sedici anni a questa parte, cioè da un tempo in cui Berlusconi si occupava solo del Milan e delle sue tv, una battaglia ideologica o anche solo politica. Abbiamo detto quel che pensavamo nell’ordalia dei processi, abbiamo chinato il capo e messo la più rigorosa sordina al nostro convinto innocentismo di fronte ai verdetti finali, abbiamo chiesto un provvedimento di grazia per un prigioniero esemplare, che era stato un imputato esemplare dal punto di vista del funzionamento dello stato di diritto in una democrazia moderna. Ci è stato detto che avevamo ragione, che la nostra richiesta era condivisa, e alla fine che la soluzione Boato era “ragionevole”. Poi è stata tradita vergognosamente la parola data, e con un voto gaglioffo una legge che autorizzava il presidente della Repubblica a esercitare un potere che la Costituzione gli garantisce in via esclusiva è stata colpita e affondata per paura delle “pernacchie”, come ha detto Er Pecora, uno degli statisti della Casa delle libertà e della galera. Questo giornale è nato da un patto d’amicizia non servile con Berlusconi, ora dovrebbe chiudere all’istante, insieme con un’amicizia consumata. Essendo un giornale minimamente utile, andiamo avanti nella più assoluta libertà, senza più illusioni e senza rancori, finché la proprietà editoriale non deciderà di cacciarci. Poi ne faremo un altro, se possibile ancora più bello.



scritto da maurocherubino
marzo 18, 2004 13:26 / p-link / / commenti (3)

giovedì, marzo 18, 2004

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Ballaro', martedi ore 21,00 su RaiTre, Forse...

Martedi 16 marzo, la puntata del programma Ballaro' - diretto da Giovanni Floris - non e' andata in onda. Al suo posto la direzione di rete ha inserito in programmazione Enigma di Andrea Vianello che ha affrontato "L'Affaire Moro" attraverso la "lettura" delle lettere dello statista democristiano scritte nei drammatici giorni del sequestro. La decisione della Rai e' scaturita apparentemente dal fatto che Ballaro' -a seguito dei drammatici eventi di Spagna -era andata in onda Venerdi con una Edizione Straordinaria e questo ha implicato la sospensione del Programma di Vianello.  Del resto, il "rinvio" e' stato per Vianello un destino, perche' Martedi - giorno della messa in onda - era il 16 Marzo. Ma non credo che tale coincidenza sia sufficiente a giustificare una scelta discutibile da parte dei vertici Rai. Cio' che e' accaduto e' gravissimo. Ballarò e' un programma di approfondimento politico e sopratutto di attualità. Era doverosa la messa in onda Straordinaria a seguito della drammatica vicenda di Madrid e non mi risulta che un programma di attualità ed approfondimento debba "compensare" a seguito di un evento straordinario i suoi spazi. Del resto martedi sera si sarebbe continuato ad approfondire le tematiche legate alla strage terroristica avvenuta in Spagna e vi era un avvenimento della politica di altissima importanza: la caduta di Aznar ed il ritorno dei Socialisti al potere. Se pur nel pieno rispetto della professionalità di Andrea Vianello e del suo interessante programma, Ballarò per le importantissime vicende di attualità che si sviluppano in queste ore nel panorama europeo non poteva e non doveva essere sospeso, nel rispetto e nel diritto all'informazione. Per altro, essendo l'argomento affrontato da Enigma un argomento della storia d'italia, un'analisi di una vicenda accaduta ventisei anni fa, se pur importantissima, il programma poteva tranquillamente andare in onda Venerdi 20 marzo, o in altra collocazione all'interno del palinsesto di Rete. . La Presidente della Rai Lucia Annunziata e' intervenuta sull'accaduto chiedendo chiarimenti sull'oscuramento di Ballarò al Direttore Generale della Rai, ma prima che "qualcuno" gridi alla solita maniacale convinzione che il nostro non sia un Paese normale nel quale si censura deliberatamente l'informazione e' interessante conoscere la posizione di un importante esponente del Centro-Destra, uomo onesto intellettualmente, un giornalista: Gustavo Selva. Ha dichiarato l'On. Selva: "Ieri, alle 19 ,sono stato invitato dalla Rai alla trasmissione di Ballarò sulle elezioni spagnole, programmata per questa sera. Stamane alle 10,30 mi è stato comunicato che la trasmissione, alla quale ero stato invitato, è stata sostituita per 'recuperare' un altro tema, non definito"..."Come giornalista - conclude Selva - mi sorprendo che Ballarò abbia rinunciato a uno spazio nel quale dibattere il tema di maggiore attualità internazionale". La puntata di Ballarò prevedeva la presenza di importati ospiti tra i quali il citato Gustavo Selva, Fausto Bertinotti, un esponente del Partito Socialista Spagnolo, Lamberto Dini ed altri. Giovanni Floris con il suo stile pacato ha dichiarato: " non comprendo perché non si debba andare in onda, quando l'attualità chiama in modo evidente la necessità di informazione. Ma sono un dipendente Rai e obbedisco". Io non sono un dipendente Rai e qualcuno amava dire " che a pensar male si fa peccato...ma si indovina quasi sempre..." A chi "infastidiva" una trasmissione che avrebbe affrontato le elezioni politiche spagnole, celebrando la caduta di José María Aznar?



scritto da maurocherubino
marzo 18, 2004 11:06 / p-link / / commenti (1)

lunedì, marzo 15, 2004

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ce van, ce van, ce van...

España a los socialistas

 

 

 

 

 

Madrid, 15 mar. - (Adnkronos) -

Jose' Luis Rodriguez Zapatero, 44 anni, e' il quinto presidente del Consiglio spagnolo: i voti ottenuti dal partito socialista Psoe sono sufficienti per guidare il governo del paese. Con il 99,94% dei voti scrutinati, ha ottenuto oltre un milione di voti in piu' del suo avversario del Pp, Mariano Rajoy: 164 deputati per il Psoe, dunque, contro i 148 dei popolari. Nel totale dei voti Zapatero ha ottenuto piu' suffragi di Jose' Maria Aznar nel 2000, quando il Pp vinse con la maggioranza assoluta.
Dopo gli attentati dello scorso 11 marzo, 'El Pais' aveva definito le elezioni come ''le piu' tristi e strane della storia della democrazia spagnola''. Oltre 34 milioni di cittadini spagnoli infatti sono stati chiamati alle urne per rinnovare il Parlamento solo tre giorni dopo i devastanti attacchi di Madrid, costati la vita a 200 persone. Sull'esito delle elezioni hanno pesato senza dubbio le accuse, al governo di Aznar, di aver nascosto la verita' sugli attentati, privilegiando la pista dell'Eta rispetto a quella islamica.

CONGRESO, Reparto de diputados - Ver todos los resultados

PARTIDOS 2004 No VOTOS % 2000 No VOTOS %
PSOE 164 10.909.687 42,64 125 7.918.752 34,16
PP 148 9.630.512 37,64 183 10.321.178 44,52
CiU 10 829.046 3,24 15 970.421 4,19
ERC 8 649.999 2,54 1 194.715 0,84
EAJ-PNV 7 417.154 1,63 7 353.953 1,53
IU 5 1.269.532 4,96 8 1.263.043 5,45
CC 3 221.034 0,86 4 248.261 1,07
BNG 2 205.613 0,80 3 306.268 1,32

OTROS PARTIDOS: CHA 1 - EA: 1 - Na-Bai: 1

"Lettera22", Vi propone il commento del Vice-Segretario del Nuovo Partito Socialista Bobo Craxi.

“Per una forza socialista che si vuole rinnovare il segnale che viene da Madrid è inequivocabile. E noi del Nuovo Psi non faremo finta di non vederlo”.

“I socialisti italiani non sono insensibili dinanzi alla limpida vittoria del Psoe, forte nel suo rinnovamento. Malgrado la drammatica situazione in cui la vittoria si è determinata, resta significativo il segnale di cambiamento politico che da essa traspare”.

“Da ciò, traggo tre tipi di considerazioni:

1) la volontà di un cambio di orientamento per l’Europa sul fronte della politica internazionale;

2) in Italia, a differenza della Spagna, manca una forza consistente di limpida tradizione socialista;

3) essa, se dovesse riprendere corpo (io me lo auguro e per questo lavoro), non può che riguadagnare il proprio campo di azione nel cuore della sinistra italiana ed europea”.

“Infine, è anche bene ricordare che in politica, e non solo in politica, le bugie hanno le gambe corte”.

Comunicato del 15/3/2004 - ore 16.41

Invia anche tu la lettera al Presidente Ciampi!