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lettera 22 di mauro cherubino
della politica, con qualche distrazione. pensieri notturni lanciati in rete come coriandoli

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sabato, giugno 26, 2004

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CRAXI : Costruire un movimento politico dei Socialisti uniti per l’Italia

Dichiarazione dell’On. Bobo Craxi

“I socialisti sono stati uniti per l’Europa ed hanno guadagnato voti e seggi”. “Ora è necessario costruire un movimento politico dei Socialisti uniti per l’Italia”. “In esso dovranno confluire diverse tendenze ed ispirazioni politiche della diaspora socialista, nel solco della tradizione politica del socialismo italiano, innanzitutto quello autonomista, anche sapendo collegarsi ad altre tradizioni politiche laiche e riformiste”.

“Per questa ragione, ritengo che la convention dei Socialisti uniti sarà la prima tappa di un più ampio e allargato raggruppamento democratico, che dovrà affrontare le prossime scadenze elettorali, in particolare quelle politiche”.

Hammamet (Tunisia), 25 giugno 2004

scritto da maurocherubino
giugno 26, 2004 00:44 / p-link / / commenti (2)

mercoledì, giugno 23, 2004

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Ancora una volta e' stato frainteso...

Sesto S. Giovanni, il Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi : "E' indegno ciò che accade nei seggi elettorali dove vengono cancellate schede elettorali a nostro favore e attribuite a loro". Il Cavaliere parla di una strategia condotta da "un esercito di professionisti del centrosinistra a danno dei nostri dilettanti, che puntualmente vengono fatti fessi". E aggiunge che l'Italia e' costituita da due tipologie di persone : "Una di persone perbene come noi e una di persone come loro. Non possiamo correre il rischio di lasciare il paese in mano a persone come loro". Prosegue nel suo "discorso" : "Siamo scesi in campo perché eravamo preoccupati che l'Italia potesse finire in mani illiberali e di forze autoritarie. Le ragioni delle nostre preoccupazioni, avendo a che fare con queste persone non sono venute meno".

Senato della Repubblica, Rocco Buttiglione : "Brogli al voto? Silvio Berlusconi non l'ha mai detto, le parole del premier erano rivolte al proprio partito, e lamentavano la sua insufficiente capacità di attrezzarsi per difendere le proprie ragioni"

Senza parole e le parole del Signor Presidente del Consiglio dei Ministri sono un atto gravissimo. Attendiamo che il SUO Ministro dell'Interno Pisanu riferisca in Parlamento, dove probabilmente riferira' che le parole del Premier sono state - ancora una volta -  fraintese.

Un saluto da Mauro Cherubino


scritto da maurocherubino
giugno 23, 2004 00:03 / p-link / / commenti

lunedì, giugno 21, 2004

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IL RITORNO ALLA POLITICA NEL FUTURO DEL PAESE

“Il voto socialista di queste consultazioni europee è il più importante e sensibile risultato politico-elettorale dopo i drammatici accadimenti del 1992, esso si iscrive in un quadro in cui vi è un vistoso calo di Forza Italia, e il non raggiungimento dell’obiettivo politico ed elettorale che si proponeva l’Ulivo. C’è stata una grande dispersione ed una confusione di indirizzi che potrebbe essere corretta soltanto, nel voto per il parlamento italiano, da una nuova legge elettorale, che spinga i simili ad aggregarsi. L’area laico - socialista, rappresentata da noi, dai radicali di Emma Bonino e Marco Pannella e da Giorgio La Malfa, rappresenta inoltre, elettoralmente e politicamente, il vero ago della bilancia della politica italiana.

Da questa sera, compito dei socialisti liberali e autonomisti è perciò quello di sentirsi impegnati nella costruzione un nuovo soggetto politico, che è stato premiato dalle urne. Il consenso elettorale ci spinge infatti a muoverci verso una direzione politica di più accentuata autonomia. Ciò significa che non è possibile aggregare il voto raccolto dalla lista dei Socialisti uniti alle coalizioni politiche in campo e che, in Europa, aderiremo al partito socialista europeo, con tutte le conseguenze politiche che ne deriveranno in chiave nazionale. In ogni caso, il nostro è un risultato chiaro e incontrovertibile, che si esprimerà, per i Socialisti uniti per l’Europa e per l’Italia, in una loro prima Costituente politica”.

Bobo CRAXI

scritto da maurocherubino
giugno 21, 2004 19:32 / p-link / / commenti

mercoledì, giugno 16, 2004

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Un'altra Buona Notizia...

Dopo il significativo calo di consensi di Forza Italia rispetto alle Elezioni Europee del 1999 - 4,2% - la sconfitta alle Elezioni Amministrative ed il tracollo rispetto alle politiche 2001 di 8,4 punti percentuali, con un depauperamento di consensi pari a 4 Milioni di voti, una nuova buona notizia: Sandro Bondi rimane al suo posto...

Un saluto da Mauro Cherubino

ROMA - Nell'incontro di ieri a palazzo Grazioli il presidente Silvio Berlusconi ha conferito al coordinatore nazionale Sandro Bondi e al vice coordinatore Fabrizio Cicchitto l'incarico di mettere a punto la struttura del partito e la programmazione per le prossime scadenze elettorali e soprattutto per le politiche del 2006. Lo si legge in una nota di Forza Italia.

16/06/2004 13:16 Ansa


scritto da maurocherubino
giugno 16, 2004 17:41 / p-link / / commenti (1)

sabato, giugno 05, 2004

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BUSH IN VISITA AL SANTO PADRE.

IL NOSTRO RUOLO? CI SIAMO OCCUPATI DEL CATERING

La visita del Presidente degli Stati Uniti d'America nel nostro Paese e' stata una visita "obbligata". Obbligata geograficamente, inevitabile recarsi sul territorio italiano, o meglio della città di Roma, se si desidera raggiungere lo Stato del Vaticano. A molti osservatori e' "sfuggito" quale fosse il vero viaggio ufficiale del Presidente e del suo staff, quale il vero interesse e la necessaria visita in considerazione degli eventi bellici e delle prossime elezioni presidenziali statunitensi. Insomma George W. Bush aveva un impegno improrogabile e la sua visita ufficile e primaria era nello Stato del Vaticano, in visita Ufficiale a Sua Santità Giovanni Paolo II.

Questo l'evento principale, come ha osservato l'On. Bobo Craxi ieri sera ospite della trasmissione condotta da Marco Taradash "La Zona Rossa". E' singolare che fra i differenti osservatori della politica, nessuno abbia colto questo importante aspetto dell'evento. L'On. Craxi ha aggiunto, ironicamente, alla sua attenta analisi, quale e' stato il ruolo dell'Italia : "ci siamo occupati del catering".

Un saluto da Mauro Cherubino

scritto da maurocherubino
giugno 05, 2004 21:08 / p-link / / commenti (9)

venerdì, giugno 04, 2004

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Dichiarazione dell’On. Bobo Craxi

Parlando a Sassari, nel corso di un comizio elettorale dei Socialisti uniti per l’Europa, l’On. Bobo Craxi, candidato capolista alle consultazioni europee nel macrocollegio insulare, ha oggi dichiarato che “il Presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, in viaggio verso l’Europa, pare aver cambiato i propri toni, mostrando il volto della distensione verso amici ed avversari”.

“Credo che ciò sia avvenuto poiché ha compreso come sia cresciuta, nell’Europa ‘amica’, l’ostilità verso la sua politica, la quale ha generato la crescita dell’estremismo e l’angoscia del terrorismo, evidenti prodotti di una politica sbagliata”.

“Il 4 giugno doveva essere un giorno di festa e si è trasformato in un incubo: speriamo non accada nulla e che finisca presto”.

“Quanto al governo italiano, l’amicizia verso il popolo americano degli esecutivi a guida democristiana e socialista era esattamente la stessa che gli riserva il governo Berlusconi: rilevo solo che quest’ultimo si adoperi in qualche ‘inchino’ di troppo, e gli inchini non sempre sono un segnale di amicizia…”.

Sassari, 3 giugno 2004

scritto da maurocherubino
giugno 04, 2004 00:07 / p-link / / commenti

martedì, giugno 01, 2004

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UNA RICORRENZA "ANOMALA"...

Che al Signor B. non piacciono le regole lo abbiamo purtroppo notato, e diciamo pure senza troppa meraviglia. Da oltre due anni il tutto e' stato - nel silenzio - e nella arroganza stravolto. Abbiamo veramente accettato di tutto e la speranza che tutto cio' abbia un limite (?) e soprattutto una fine e' ormai un desiderio (forse anche un progetto) di molti, anche di coloro che in questi anni - con diverse motivazioni ed interessi - lo hanno appoggiato. Ma ora e' troppo. Neppure le regole piu' semplici riescono a rimanere "illese" dalla troppa disinvoltura del Cavaliere. I nonni ci hanno insegnato che le ricorrenze importanti si festeggiano al Venticinquesimo, al Cinquantesimo, al Centesimo anno, a volte al Decimo. Ma ora si festeggia il Sessantesimo anno della Liberazione Anglo-Americana . (?)

"A pensar male si fa peccato...ma si indovina quasi sempre..." Vero Cavaliere?

Un saluto da Mauro Cherubino

scritto da maurocherubino
giugno 01, 2004 22:24 / p-link / / commenti (1)

martedì, giugno 01, 2004

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    gentile presidente di Giuliano Ferrara

    

 

     Sul perchè non ci fidiamo piu' di Berlusconi (e che cosa questo significa)

... A parte qualche eccesso nel tono musicale (a ciascuno i suoi accordi), possiamo sottoscrivere, perché quelle cose le abbiamo scritte cento volte, il testo della lettera adorante che don Gianni Baget Bozzo le ha rivolto sul Giornale cognato in occasione del secondo raduno del suo partito nella località di Assago. Gli caleranno pure i calzoni, a don Gianni, ma è un uomo appassionato e intelligente, ammirevole in un paese in cui spiccano troppi calzoni con la piega inappuntabile. E’ vero che lei ha fatto una rivoluzione italiana. Vero che si è trattato di un rivolgimento liberale e modernizzatore. L’elezione diretta del capo del governo, la possibilità di governi di legislatura, l’alternanza di forze diverse alla guida dello Stato: tutto questo è stato reso possibile dalla sua sconclusionata opera, e istintiva ma feconda, che dura da dieci anni. Da quando scelse di battersi, anziché compromettersi, contro l’opaca nomenclatura che in nome del nuovo avanzante aveva assemblato nell’attacco allo stato di diritto un’imprenditoria fiacca e révoltée, giudici muscolosi e vogliosi di politica, pezzi sopravvissuti male alle vecchie tradizioni politiche dell’arco costituzionale, e una corporazione viziosa di poteri e funzionari mediatici indipendenti da tutto ma non dalla finanza che li possiede. E’ anche vero che grazie a lei questo paese dopo l’11 settembre non si è imboscato, e ha fatto quel che doveva e poteva, con parecchi limiti che non dipendono dal governo pro tempore ma da una lettura costituzionale ribassista e da una cultura prevalente d’impronta mammista. Vero che l’Italia sua preoccupa come un’anomalia intollerabile le cancellerie dell’Europa continentale che da tre anni e mezzo sono la nostra bestia nera, ed è come un cuneo conficcato nella loro indifferenza politica verso la risposta occidentale alla grave crisi di civiltà che percorre il mondo. Vero, anzi verissimo, che il solo fatto della sua esistenza in politica è la punizione di ogni giorno per il sussiegoso snobismo e il penoso moralismo della classe intellettuale più noiosa, meno autentica, più incolta e derelitta che si sia mai conosciuta nella storia nazionale ed europea. Impeccabile anche questa osservazione: lei ha cambiato in meglio la forma del centro sinistra, che è una creazione del bipolarismo da lei reso possibile con l’ingresso in politica e i modi dell’antipolitica, e al tempo stesso è vittima inconsapevole del suo imbarbarimento civile quanto alla sostanza della vita istituzionale, cioè della sua deresponsabilizzazione nella guerra nullista dei capi e nell’inseguimento di quello che don Gianni chiama “anarcomassimalismo” (e ci dispiace per Michele Serra che invoca un linguaggio più trendy). Aggiungiamo che i risultati del suo governo dei tre anni, guardati con un minimo di equilibrio e sottratti sia alla palloccolosa propaganda numerica dei suoi manifesti e contratti appo notaio sia al vociante lamento sul declino del paese e sull’impoverimento delle masse, non sono una catastrofe. E allora? Che c’è che non va? Lei dirà: e allora? Che c’è che non va, dopo tutti questi riconoscimenti? C’è che lei non guida il paese entro una misura minima di ordine politico, e la sua coalizione e perfino il suo movimento le si sottraggono o le si sottomettono, ma non fanno luce, non producono un linguaggio nuovo, non sono ancorati a null’altro che non sia un rapporto nevrotico con la sua capricciosa personalità (sia pure eccezionale, come dice Baget Bozzo, ma non priva di volatilità e di futilità e di egotismi ormai impressionanti perché tendenti all’incurabilità). C’è che lei ha prodotto una classe dirigente cui continua a mancare, salvo rarissime eccezioni, l’amore per la cultura e per la politica stessa, cioè una cura minima del senso di marcia di un’opera che dovrebbe essere collettiva e pensante, ma risulta invece in moltitudine sparsa a caccia di varie ed effimere convenienze. Certo che è un bla bla, questo che le scriviamo, certo che sono chiacchiere incompatibili con la “cultura del fare” di un imprenditore milanese orgoglioso della sua estraneità alla politica istituzionale. Ma dopo avere sposato, interpretato, accarezzato con simpatia non servile la sua parola, per tanti anni e con l’alta redditività politica ricordata prima, ora la sentiamo muta. Perché c’è un problema di soglia. Lei, gentile presidente, continua a nutrire l’illusione che si possa stare in politica da imprenditore curando di diventare sempre più ricchi e sempre più indifferenti alla soluzione di un gigantesco conflitto di interessi che i suoi nemici attaccano per le ragioni sbagliate, e con la coda di paglia, ma che per i suoi amici non ossequienti esiste, ed esiste anche per lei. Lei pensa che si possa annunciare la riforma dell’articolo 18 e poi mollarla lì con un gesto di stizza e di stanchezza. Che si possa annunciare la riforma delle pensioni e la rivoluzione fiscale promesse lasciando che con il tempo tutto si insabbi e si rimpicciolisca fino all’invisibilità. Lei pensa che la riforma istituzionale sia una penosa necessità, e vediamo che succede. Lei pensa che la riforma della giustizia sia l’aspetto vano e astratto della concreta e sacrosanta battaglia per bloccare coloro che le scaraventano addosso personalmente la giustizia politica: gli altri, e i loro diritti civili, vengono tanto dopo che non si vedono più. Lei pensa che si possa tirare avanti con la neutralizzazione dell’informazione e della discussione pubblica, lasciando più o meno ai suoi avversari le loro caselle, eliminandone alcune con censure goffe, conquistandone altre nella logica della solita blandizie verso il potere, non producendo niente di serio e di nuovo, e cioè nuovi spazi di libertà politica, in attesa che qualche nuovo potere editoriale arrivi e pieghi le ginocchia a lei personalmente, come fanno (con la riserva di rivoltarsi al momento giusto) i soliti padrinati dell’emittenza pubblica. Lei pensa che tutto le sia dovuto, che gli alleati siano azionisti di minoranza della sua azienda, che gli amici siano famigli o strumenti, che le idee contano solo se si traducano in scoop vincenti nel mercato dell’immagine personale del leader. Lei rifiuta categoricamente di comprendere l’altra parte del paese nelle sue sfumature e diversità, e ritiene che basti staccare la cedola dell’incomunicabilità e della reciproca delegittimazione ideologica, magari teorizzando l’amore contro l’odio: così tutto si semplifica in modo avvilente, le istituzioni si irrigidiscono in una contesa corporativa di un tedio bestiale, e la società non è scossa e rivoluzionata da idee nuove e dalla passione di governare, persuadere, spiazzare, sorprendere. Insomma, oltre una certa soglia la sua simpatia, il suo genio e talento personale, la sua cocciutaggine e libertà di tono, anche nelle peggiori gaffe, diventano un materiale povero, una ripetizione coatta di automatismi senza più senso. Non c’è pregiudizio né gnagnera moralistica in tutto questo nostro dire: c’è un senso di sbadiglio che vorremmo allontanare. Siamo stati cantori del berlusconismo e della sua autoironia, su spartito scritto da noi stessi, e di fronte alle sue vanità o al grottesco culto spirituale del Capo ci siamo anche compiaciuti di dire che lei andava accettato così com’è: non è il presidente del Consiglio, è Berlusconi. Ora non ci fidiamo più di lei e della fiducia allegra, ma non assoluta, che in lei abbiamo risposto per tanti anni. Dopo esserci battuti a lungo e con tenacia (battaglia vinta) per una persona avventurosa che era una politica e insieme la riforma possibile della politica, nel ‘94 e nel 2001 e negli anni attraverso, abbiamo poi aspettato una politica di là dalla persona, ma invano. Se la cosa la interessa, ma è dubitabile, veda un po’ che cosa può fare. I tempi sono così grami che il sostegno alla sua opera non ha alternative, e forse questo a lei può bastare, per quello che conta. Noi vorremmo anche poterla apprezzare, l’Opera. Ma è tardi, sempre più tardi.

da Il Foglio 28 maggio 2004

scritto da maurocherubino
giugno 01, 2004 00:22 / p-link / / commenti

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