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lunedì, maggio 09, 2005

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La voce della speranza e della disperazione ( con indiscrezioni ) del mondo socialista

Lezioni di democrazia

Lezioni di democrazia. All’estero e all’interno. Per il primo ci pensa Bush che, convinto della sua missione messianica, ha portato avanti la bella idea di imporre la democrazia nel resto del mondo con le armi. Seguito da Blair e Berlusconi e (ci avremmo scommesso!) dal nostro De Michelis, forte dei suoi trascorsi di ministro degli esteri. Ma il Nostro, al di là delle dichiarazioni non richieste in politica estera e sui destini del mondo, che potrebbero essergli perdonate come puro esercizio di vanità se non impegnassero il suo partito nell’interezza, ha anche il malvezzo di predicare bene e ‘razzolare male’. Lo dico da gallina, s’intende.

Dunque, di fronte all’accorato appello del Berluska, secondo il quale “i socialisti fanno parte della CdL e non possono pensare di andare a sinistra”, cioè “in casa di coloro che gli hanno dato addosso” (Rete 4, Italia 1, Canale 5, ‘Il Giornale’, il no alla candidatura di De Michelis e Martelli poiché impresentabili, alle politiche del 2001, dal palco del ‘Maurizio Costanzo Show’, ce li siamo dimenticati???) che ti fa il Nostro? Puntualizza, da bravo Segretario, che “i socialisti sono liberi di scegliere in piena autonomia” - e fin qui nulla da ridire – “ma che”, comunque, “non lasceranno la Casa delle Libertà: Berlusconi può stare tranquillo” (Adn Kronos delle ore 14.00 del 7 maggio 2005), mentre già il 9 maggio - nell’articolo intitolato: “Nuovo Psi ‘in ricerca’, contatti con Ds e Sdi” pubblicato su ‘Repubblica’ – dichiara di esser pronto a “fare tutto alla luce del sole. Con Fassino, presto ci sarà l’occasione per confrontarsi in pubblico…”. Infine, sulla richiesta di un nuovo Congresso straordinario, a domanda risponde: “il Congresso lo abbiamo fatto a febbraio (ma non lo avevamo fatto a gennaio?), il prossimo (lo celebreremo, ndg*) a novembre. E se proprio vogliamo anticiparlo, a ottobre”. Poi ci ragguaglia, sempre dalle pagine di ‘Repubblica’, che Fassino gli avrebbe telefonato in piena crisi di governo (omettendo di raccontarci: per dirgli cosa? Per fare che? Per andare dove? Non è dato sapere…), aggiungendo inoltre che “Bobo (Craxi, ndg*) arde dalla voglia di andare di là”. (Di là dove? A fare che? Con chi? Non è dato sapere…). Tutto ciò, oltre a rappresentare la solita lunga sequenza di contraddizioni, dimostra la confusione strategica del Nostro, che pur di inseguire Bobo Craxi (di cui probabilmente ha perso le tracce…) si affanna a gettare ‘fumo negli occhi’ per poter giocare la propria partita personale su diversi tavoli. Il che rende la misura della concezione e del valore della democrazia dell’inquilino del primo piano della Casa delle Libertà all’interno del proprio partito! Ma, soprattutto, la sua debolezza, ormai palese.

Cosa dire poi del neo ministro Caldoro il quale, lo stesso giorno, su ‘Il Giornale’, dopo aver parlato della somiglianza di suo padre con Marlon Brando (e chi se ne frega!) e che lui è diventato socialista per l’aria che ha respirato sin da piccolo (si diviene socialisti anche solo respirando? Se è solo una questione di ‘aria’, si capisce perché i nostri continuino a ‘spararle a raffica’…), dichiara a Giancarlo Perna che è “falso che i socialisti debbano stare a sinistra”, bensì “con i moderati e i laici, perché questa è la loro collocazione naturale”? Quel ‘volpone’ di Perna gli fa notare che Marlon (suo padre) era un sindacalista della CGIL (più a sinistra di così…). E lui? Il ‘grande respiratore’? (Martelli!!!!!! Dove sei???????). Caldoro risponde: “Io non parlo mai di destra, ma di CdL”: eh! Beh, certo: lui ‘respira’… E poi Perna gli deve pure riformulare le domande, perché lui non le capisce!!!

Poi, alla domanda: “nel suo Ministero del programma si sono impantanati calibri come Pisanu e Scajola”, indovinate cosa risponde? “Voglio fare la ‘cabina di regia’. Penso di segnalare ad ogni ministro i punti del programma su cui è in ritardo. Ho chiesto al Ministro Stanca un software per lanciare gli allarmi”. Pure gli allarmi, adesso? Allarme giallo: Tremonti ammonito. Allarme rosso: Berlusconi sei avvertito. Allarme giallo+rosso: espulsione con tre giornate dietro la lavagna, visto che gli piace tanto la Moratti… In effetti, a dire di Caldoro, Berlusconi è “un fuoriclasse come Maradona” (speriamo di non doverlo andare a recuperare a Cuba con il tatuaggio di Che Guevara sul polpaccio!!!!).

Il grande respiratore di garofani omette, comunque, di raccontare a quella ‘bella volpe’ di Perna, come si siano realmente svolte le trattative che lo hanno portato a diventare ministro. Ci ha pensato, tuttavia, Zavettieri a rinfrescargli la memoria (Zavettieri non ha respirato l’aria socialista che circola sull’isola d’Ischia…). Infatti, su ‘L’Opinione’ del 7 maggio, il ‘grande elettore’ del Nuovo Psi racconta la sua sfida: “Ho declinato l’offerta (di diventare Ministro, ndg*) perché non credo all’esperienza di questo esecutivo”, facendoci tra l’altro sapere che la motivazione delle sue riserve era dettata dal fatto che lui era per l’appoggio esterno al condominio, in quanto sostenitore dell’esigenza della celebrazione immediata di un Congresso straordinario. Sempre Zavettieri, poi, ci racconta di aver detto a De Michelis: “Entra tu, con il tuo ‘peso’ di Segretario (nel Berlusconi bis, ndg*). Mettici la tua faccia, così il Paese capisce che i socialisti sono al governo”. Invece, il Nostro “non se l’è sentita”. E cosa si inventa? Il pressing su Crinò per un posto da Viceministro (vedi “Nun c’ha fazze ccchiù”!!!!!).

Vuoi vedere che il terzo Sottosegretario di Stato in quota al Nuovo Psi non era mai esistito?

Vuoi vedere che l’inquilino del primo piano era disposto a sacrificare Nanni Ricevuto?

Vuoi vedere che Caldoro è diventato un ‘unto del Signore’ grazie al ‘no’ di Zavettieri?

Vuoi vedere, come dice Alberto, il mio fidanzato - che essendo un lupo ama la libertà ed è anche un po’ anarchico – che “tanto va la gatta al lardo che, come dice Giobbe Covatta, quasi quasi… me la trombo”????

Marta e il suo fidanzato Lupo Alberto

* ndg: nota di gallina

da L'angolo di Marta socialisti.net

scritto da maurocherubino
maggio 09, 2005 19:05 / p-link / / commenti

lunedì, maggio 09, 2005

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“L’anniversario della tragica scomparsa dell’On. Aldo Moro riapre un doloroso ricordo su una delle pagine più drammatiche della nostra Storia”.  “La vita dello statista democristiano fu sacrificata sull’altare della fermezza di uno Stato che non esitò a mantenersi saldo nella propria inerzia per sconfiggere un terrorismo che, di lì a poco, avrebbe conosciuto comunque il proprio inarrestabile declino”. "Aldo Moro viene giustamente ricordato per la sua azione politica saggia, aperta e lungimirante in un contesto politico assai diverso dal nostro, in cui seppe esplorare le nuove ragioni del dialogo fra i democratici cristiani e la sinistra italiana”. “Resta, per molti socialisti, la consapevolezza che furono tentate tutte le strade possibili per restituire Aldo Moro alla sua famiglia attraverso la strada della trattativa politica. Il fallimento dei socialisti di Craxi, in quel frangente, è ancora motivo di grande dolore per tutti noi e, penso, per molti italiani”.

Bobo Craxi

 

 

 

 

 

 

scritto da maurocherubino
maggio 09, 2005 18:41 / p-link / / commenti

sabato, maggio 07, 2005

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Gli obbedienti

Nella riunione della Destra Sociale - svoltasi a Roma - i Leader Gianni Alemanno e Francesco Storace hanno condotto la loro corrente verso lo scioglimento aderendo ai futuri progetti di Alleanza Nazionale ed "accogliendo" l'invito del Presidente del partito Gianfranco Fini. La "motivazione" - nel documento dell' assemblea- nasce dalla "convinzione che questa sarà la migliore occasione per far comprendere, dentro e fuori Alleanza nazionale, il nostro messaggio politico-culturale, senza la tentazione di utilizzarlo strumentalmente per rafforzare posizioni di potere interno”.
Un progetto che nacque dalle istanze della destra eretica e radicale che opponeva la sua identità politica e culturale alla politica conservatrice della destra tradizionale. Una comunità che divenne antagonista ed avanguardia, una elite che edifico' cantieri di idee che produssero cambiamenti e rivoluzioni culturali, all'interno della destra italiana. Un movimento di idee che guardava lontano, innovatore nel linguaggio della politica,con pensieri lunghi. Un movimento politico-culturale di grande interesse nel panorama politico italiano, depauperato dalla lusinga del potere. In politica si puo' pensare alle prossime elezioni, o alla prossima generazione: E' questo che differenzia le classi dirigenti.

I giorni di quella Comunità Politica e delle sue battaglie ormai da molti anni sono divenuti una pagina in bianco e nero che a confronto dei giorni attuali, dipinti di Azzurro, risplende di passioni, autonomia e disubbidienza.

 Un saluto da Mauro Cherubino

AN: SI SCIOGLIE DESTRA SOCIALE

OCCASIONE PER FAR COMPRENDERE NOSTRO MESSAGGIO POLITICO CULTURALE

Roma, 7 mag. (Adnkronos) - “Sciogliamo la Destra sociale esclusivamente nella sua struttura correntizia, nella convinzione che questa sarà la migliore occasione per far comprendere, dentro e fuori Alleanza nazionale, il nostro messaggio politico-culturale, senza la tentazione di utilizzarlo strumentalmente per rafforzare posizioni di potere interno”. E’ quanto si legge in un documento dell’assemblea dei quadri dirigenti della Destra sociale, che fa capo a Gianni Alemanno e Francesco Storace, riunita oggi a Roma, che hanno deciso di “accettare l’invito del presidente Fini a sciogliere le componenti in cui si era progressivamente divisa Alleanza nazionale”.

 

fonte Adn Kronos

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

scritto da maurocherubino
maggio 07, 2005 12:36 / p-link / / commenti

sabato, maggio 07, 2005

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L'uomo condannato per il delitto rievoca, stasera su Raitre,
quella tragica notte di trent'anni fa all'Idroscalo di Ostia

Pasolini, rivelazione di Pelosi

"Non sono stato io a ucciderlo"

"Pino la rana" riapre il caso: altri tre ragazzi lo massacrarono

di GIOVANNI MARIA BELLU

ROMA - Trent'anni dopo Pino Pelosi, noto come "la rana", il ragazzo di vita che uccise Pasolini, cambia versione. "Non sono stato io l'assassino", dice a Franca Leosini che lo intervista per "Le ombre del giallo" (il programma sarà trasmesso su Rai 3 stasera alle 23,20) e accusa tre sconosciuti, tre giovani che parlavano "con un accento del Sud". Furono quei tre, la notte del 2 novembre del 1975, a pestare a sangue, in un piazzale sterrato dell'Idroscalo di Roma, lo scrittore, il regista, il poeta, il più coraggioso e anticonformista degli intellettuali italiani.

E' una "notitia criminis" che, con tutta probabilità, determinerà l'apertura di un nuovo fascicolo. E', soprattutto, la conferma di quanto in molti hanno sempre pensato e sostenuto. Nel processo di primo grado, lo stesso tribunale dei minori che condannò Pelosi per omicidio "in concorso con ignoti". Poi la sentenza d'appello individuò in "Pino la rana" l'unico responsabile. Ma i dubbi restarono. Non sembrava possibile che quel ragazzo di 17 anni avesse potuto compiere da solo un omicidio così feroce.

Ma Pino Pelosi, nella sua nuova versione, non si limita ad accusare i tre sconosciuti. Descrive un vero e proprio agguato che aveva come obiettivo Pier Paolo Pasolini in quanto intellettuale, in quanto "sporco comunista". E' quanto gridavano i tre mentre pestavano selvaggiamente l'autore de "I ragazzi di vita". Gridavano: "sporco comunista", "fetuso", pezzo di merda".

Poi andarono via, in macchina, e "Pino la rana" rimase solo. Da questo momento in poi il nuovo racconto coincide con quello conosciuto da tempo. Disperato e impaurito, Pelosi salì sulla macchina, la mise in moto, inavvertitamente passò sopra il corpo di Pasolini agonizzante determinandone la morte.

Identica anche la prima parte della storia. E cioè l'incontro tra il ragazzo di vita e lo scrittore nei pressi della stazione Termini di Roma, la sosta in pizzeria, il viaggio sino all'Idroscalo, quel rapporto sessuale consumato velocemente in macchina.

Ma non c'è più la lite, non c'è più "Pino la rana" che, da solo, colpisce Pasolini. In quel momento compaiono i tre misteriosi individui. Sbucano dal buio. Uno dei tre immobilizza Pelosi, gli ordina di non muoversi. Gli altri due estraggono lo scrittore dalla macchina e lo picchiano con violenza bestiale.

Nello studio televisivo, durante la registrazione della puntata, erano presenti gli avvocati Guido Calvi e Nino Marazzita, all'epoca giovani penalisti e difensori di parte civile dei familiari dello scrittore. La confessione di Pelosi è stata una sorpresa anche per loro. Sono rimasti di stucco. Soddisfazione, certo, perché fin da allora avevano sostenuto che Pelosi non poteva aver agito da solo, ma anche amarezza. "E' un'amara constatazione - ha detto Marazzita - poter dire oggi: avevamo ragione". E Calvi: "Pelosi ha ricostruito i fatti esattamente come li illustrai nella memoria conclusiva che poi fu recepita dal tribunale dei monomeri di Roma". Tra gli ospiti della puntata di "Ombre del giallo" ci sarà anche Carlo Alfredo Moro, autore di quella sentenza.

Non ci sono più molti di quelli che nel 1975 sostennero che Pasolini era rimasto vittima di un agguato. E che, come tanti altri in quegli anni, furono accusati di voler ad ogni costo vedere il complotto per negare la banalissima realtà di un omicidio maturato nel mondo degli omosessuali. Non c'è più Alberto Moravia, né Laura Betti.

Sostennero che "Pino la rana" non era stato che uno strumento di un piano criminale per eliminare un intellettuale scomodo. E' quanto ha detto Pino Pelosi, pur presentandosi come strumento inconsapevole. Non conosceva gli autori dell'aggressione, non sapeva che erano là. Li vide per la prima volta quella sera. Lo minacciarono di fare del male alla sua famiglia se avesse parlato. E lui, semplicemente, si adeguò. Oggi può dirla tutta, ha sostenuto, perché entrambi i suoi genitori sono morti.

E' un uomo di 47 anni che vive d'espedienti alla periferia di Roma. E' entrato e uscito dal carcere più volte. Franca Leosini, che lo intervistò nel 1994 per "Storie maledette," è convinta della sincerità del nuovo racconto: "La conferma viene dagli atti del processo. Solo adesso molte incongruenze, molte assurdità, trovano spiegazione. Credo che Pelosi con queste ultime dichiarazioni abbia veramente riscritto una pagina fondamentale di questo mistero".

tratto da " La Repubblica"


 

 

scritto da maurocherubino
maggio 07, 2005 11:25 / p-link / / commenti

venerdì, maggio 06, 2005

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Craxi: Io, figlio di Bettino, dico che è ora di guardare a sinistra”

di Fabio Martini

(tratto da ‘La Stampa’ del 6 maggio 2005, pag.9)



Bobo, quando parla di papà Bettino, lo chiama “Craxi”, più di rado “mio padre”. Figura importante e ingombrante quella di Bettino Craxi, ma ora Bobo ha 40 anni, non è più il figlio di papà degli anni Novanta, è meno esitante di un tempo, lo chiamano a RaiTre e a “L’Infedele”, la Sellerio gli ha pubblicato un bel libro sugli anni di Hammamet. L’altra notte, in una riunione della Segreteria Nazionale del Nuovo Psi, Bobo Craxi ha spiegato ai suoi compagni che è arrivata l’ora di “aprire il dialogo a sinistra”.

Bobo, i meriti e le colpe dei padri non possono ricadere sui figli, lei ormai pensa per conto suo, ma nel momento in cui apre a sinistra, sente il peso cognome?
“Lo sa cosa diceva mio padre ad Hammamet? Io sono stato uno degli uomini più di sinistra di questo Paese, l’unico problema è che non ero comunista”.

Se a destra va avanti il partito unico, lei non se la sente di avere come compagni di partito Fini, Buontempo e Gasparri?
“No. Il partito socialista nato dalla diaspora è vissuto in un’alleanza anomala, ma non può immaginarsi come la costola minoritaria di un partito moderato, tantomeno di un partito che sia la sezione italiana del Ppe. E, in ogni caso, noi dell’1,8% non potremmo allearci con una forza del 40%, la sproporzione sarebbe eccessiva”.

Dunque?
“Dunque, ho chiesto ai compagni del mio partito di avviare, attraverso un congresso straordinario, un processo di chiarimento per sperimentare la possibilità al dialogo con le forze di ispirazione socialista e riformista”.

Con i compagni dello Sdi, che stanno a sinistra e che, in questi anni, hanno amministrato la loro posizione ma senza investimenti sulla rinascita del Psi…
“Il loro è stato un percorso di sopravvivenza più agevole del nostro: discontinuità ed autocritica sul passato, la sinistra intesa come valore geometrico. Una buona rendita di posizione, ma senza alcuna prospettiva di rilancio dell’iniziativa socialista. Si può costruire una forza autonoma, con tutta la diaspora ma con i leader storici del Psi, a cominciare da De Michelis. Una forza che contribuisca a creare anche in Italia una sezione del Partito socialista europeo”.

Dal punto di vista personale, lei ha rapporti migliori con i Ds. Con D’Alema, Fassino e tanti altri: li muove il senso di colpa? O puntano a conquistare almeno un Craxi?
“Io sicuramente non ho la sindrome di Stoccolma, né voglio diventare un trofeo da esibire. L’enfasi con la quale Fassino ha ricordato al Congresso Ds la storia socialista e di Craxi era un implicito riconoscimento dei tanti errori che la sinistra ha commesso nei nostri confronti. A Piero non è costato molto dirlo, ma a molti  suoi compagni è costato molto ascoltarlo”.

Come ha vissuto questi anni di ‘esilio’ a destra?
“Non arriviamo né da un esilio, né da una scampagnata. Aver tenuto alto il Garofano rosso in anni difficilissimi, credo resti una delle pagine più belle e più romantiche della nostra storia, da cui è venuto il rispetto degli avversari. Sul piano della riconsiderazione storica della figura di mio padre, essenziale è il ruolo della Fondazione che fa capo a mia sorella Stefania”.

Ponete condizioni per il dialogo a sinistra?
“La nostra disponibilità non è una resa: siamo socialisti che vogliono affrontare il problema del loro futuro, ma anche del loro passato, con il ruolo il peso e la dignità che la Storia gli ha riconosciuto. Credo che i socialisti torneranno presto ad avere non solo spazio, ma anche un ruolo in questo Paese”.

 

scritto da maurocherubino
maggio 06, 2005 19:21 / p-link / / commenti

giovedì, maggio 05, 2005

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“Nun c’ha fazze cchiù !!!!!!!”

(seconda parte)

 Dal piano terra del condominio

 

L’inquilino del primo piano della Casa delle Libertà, On. Gianni De Michelis, ha imparato dal Berlusca e ‘slogheggia’ anche lui. Riassumiamo:

 
15 aprile 2005 – Crisi di governo
Ansa delle ore 09.19: De Michelis: “Oramai il polo non c’è più”;
Apbiscom delle 11.01: De Michelis: “Ormai la CdL non c’è più”;
Ansa delle 11.56: “ Governo: De Michelis a segreteria Nuovo Psi: “Usciamo”
Agi delle 12.37: arriva anche Craxi: “Per il Nuovo Psi è un’andata con ritorno”?
Flash dell’Apbiscom delle ore 20.06: *** Governo/ De Michelis disponibile a un nuovo governo. Dunque, nel giro di qualche ora la situazione si ribalta ed arriva, per De Michelis, la folgorazione sulla via di Palazzo Grazioli.
 
Il giorno dopo, 16 aprile 2005
Ansa ore 09.08: De Michelis: “Bentornata politica, anche Silvio l’ha capito” (intervista a ‘Libero’);
Ansa delle ore 18.28: Governo: “De Michelis, ci sono le condizioni per il Berlusconi bis”.
 
17 aprile 2005
Apbiscom delle 14.39: Governo / De Michelis: “Voto anticipato si allontana”.
 
18 aprile 2005
Ansa delle 10.39: De Michelis: “Berlusconi non è finito” (intervista al Quotidiano Nazionale”);
Dire delle 16.55: Governo. De Michelis: “Ok discontinuità, pronti all’appoggio ma con la definizione di alcune priorità;
Agi delle ore 17.00: De Michelis: “C’è discontinuità da noi chiesta”; improvviso contropiede: alle 18.30 Berlusconi sale al Quirinale e ne esce un’ora dopo con un sorriso beffardo e poche parole: “Non mi sono dimesso. La sorpresa ve l’ho fatta io…”.
 
19 aprile 2005
Nuovo colpo di scena: “Habemus Papam” (flash Apbiscom delle 18.41);
Ansa delle 19.53: De Michelis: “Posizione del Nuovo Psi non è mutata: prioritarie le emergenze economiche e sociali”;
Ansa delle 19.03: La Russa: “Da Follini e De Michelis parole distensive”;
Adn Kronos delle 21.41: De Michelis attende di vedere all’opera il nuovo Pontefice per esprimere un giudizio.
 
20 aprile 2005
Ansa delle ore 16.19: De Michelis: “Berlusconi ha fatto quello che avevamo chiesto”;
Ansa delle 20.41: Il film della giornata: Berlusconi si è dimesso, dovrebbe nascere il Berlusconi bis.
 
21 aprile 2005
Ansa delle 16.52: De Michelis: “Domani sera forse già la lista. Ho trovato il premier attento e operoso, ora a lui le scelte”.
Dire delle 19.14: De Michelis: “Sì a nuovo governo guidato da Berlusconi. Il Paese non può permettersi pause elettorali”.
 
22 aprile 2005
Adn Kronos delle 14.26: Arriva Boselli: “Mai abbandonata l’idea dell’unità socialista. A De Michelis e Craxi dico: non naufragate assieme a Berlusconi”;
Adn Kronos delle 19.01: De Michelis a Boselli: “L’unità sta a cuore anche a noi. Ora più vicino superamento attuale schema bipolare”;
Adn Kronos delle 19.49: Oggi, dopo sette giorni di travaglio nasce, di fatto, il Berlusconi ter.
Nel frattempo, partono le grandi manovre sotterranee dell’inquilino del primo piano: telefona all’On. Zavettieri offrendogli la poltrona di Ministro: netto rifiuto. Caldoro diviene Ministro dell’Attuazione del programma del condominio. Quest’ultimo accetta. Si passa ai Sottosegretari di Stato. A detta del nostro inquilino del primo piano, i Sottosegretari previsti per il Nuovo Psi sarebbero tre: un Viceministro (Nanni Ricevuto, in sostituzione di Caldoro); Mauro Del Bue alle Infrastrutture (sostituisce Nanni Ricevuto); infine, la sorpresa: il Sen. Francesco Crinò. Caldoro, intanto, sta giurando nelle mani del Presidente Ciampi… E, siede alla sinistra del Premier (immagini RAI). Nuovo ‘coupe de theatre’: IL SEN. CRINO’ RINUNCIA ALLA NOMINA DI SOTTOSEGRETARIO DI STATO. Non si era mai visto. Intanto, il neo Ministro Caldoro festeggia in via di Torre Argentina la sua nomina. Parte l’assedio su Crinò, reo di aver RINUNCIATO ALLA POLTRONA. MA CRINO’ RESISTE, RESISTE, RESISTE.
 
“Nun c’ha fazze cchiù !!!!!!!” . Chi ha beneficiato della rinuncia di Crinò all’incarico di governo? Non è dato sapere. Sicuramente non il Nuovo Psi.
 
4 aprile 2005
Ansa delle 12.48: CdL, Moroni: “I socialisti saranno alleati del partito unico se dovesse nascere”.
AGI delle 14.15: SDI, Moroni: “Noi con l’Unione? Con Veltroni sarebbe più facile” (ospite di Pierluigi Diaco a “Servizio pubblico” in onda su Radio 24 – Il sole 24 ore).
Ma la Moroni è nello SDI? E da quando? Non capisco più niente: nun c’ha fazze cchiù!!!!!
Ansa delle 21.31: CdL, Craxi chiede Congresso Nuovo Psi. E’ in corso la riunione della Segreteria Nazionale del Nuovo Psi nella sede di via di Torre Argentina in Roma. Il Vicesegretario e Portavoce Nazionale del partito, unitamente agli On. Saverio Zavettieri, Claudio Le Noci, al consigliere regionale Luciano Racco e ai Vicesegretari Nazionali Vincenzo Milioto e Donato Robilotta, chiede al Segretario Nazionale, On. Gianni De Michelis, la convocazione del Consiglio Nazionale e di un Congresso Straordinario, da tenersi prima dell’estate.
 
AIUTO! Ho una crisi di identità: urge intervento psichiatrico. Avete capito bene: è tutto reale, non è un incubo. Controllare per credere. Vi prego, fermate il mondo: voglio scendere.
f.to
Marta (la fidanzata di Lupo Alberto…o Alberto Lupo???)
da L'angolo di Marta socialisti.net
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

scritto da maurocherubino
maggio 05, 2005 19:01 / p-link / / commenti

giovedì, maggio 05, 2005

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Nel corso della Segreteria Nazionale del Partito Socialista – Nuovo Psi, riunitasi ieri sera presso la sede di via di Torre Argentina in Roma, si è manifestata una posizione di netto dissenso in relazione alle recenti conclusioni della crisi di governo ed alle proposte contenute nel discorso programmatico del Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Silvio Berlusconi, intorno alla prospettiva di un partito unico della Casa delle Libertà. Il Vicesegretario e Portavoce Nazionale del partito, On. Bobo Craxi, unitamente agli On. Saverio Zavettieri e Claudio Le Noci, al consigliere regionale Luciano Racco e ai Vicesegretari Nazionali Vincenzo Milioto e Donato Robilotta, ha chiesto al Segretario Nazionale, On. Gianni De Michelis, la convocazione del Consiglio Nazionale e l’urgente celebrazione di un Congresso straordinario, da tenersi prima dell’estate. L’On. Craxi ha poi dichiarato che “il partito unico rende ineludibile il sistema maggioritario e il bipartitismo, elementi incompatibili con la funzione autonoma di un partito come il nostro, di tradizione e limpida ispirazione socialista”.

 

 

Roma, 5 maggio 2005

 

 

scritto da maurocherubino
maggio 05, 2005 18:49 / p-link / / commenti

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